Convertirsi
1 Aprile 1976.
Figli diletti, la grazia, la pace e l'amore siano nei vostri cuori ora e sempre!
Sono Gesù Maestro, qui in mezzo a voi, per dirvi ciò che tanto mi preme di dirvi a vostra utilità e santificazione.
La Pasqua si avvicina e il mio richiamo si fa sempre più forte a voler attuare quella conversione senza della quale le solennità pasquali non avrebbero senso. Convertitevi, figlioli, e la vostra conversione sia vera ed efficace.
Che significa convertirsi? Cambiare completamente. Alle nozze di Cana io cambiai l'acqua in vino: operai una conversione.
Nel senso spirituale dovete cambiare la freddezza in fervore, la cattiveria in bontà. Dovete operare una trasformazione tale per cui la vostra vita diventi un vangelo vivente.
Sono troppi i cristiani che s'illudono di essere tali perché hanno ricevuto il Battesimo. Non basta chiamarsi cristiani. Il cristianesimo è una religione che comporta dei legami con Dio. Non si può mettere assieme virtù e vizi, bene e male e fare di ogni erba un fascio.
Convertirsi significa volgersi verso Dio, sommo Legislatore, e confrontare la propria vita con la sua Legge. Vi sono alcuni cristiani che pensano di essere in regola con Dio perché nella vita hanno avuto tante tribolazioni e si sentono autorizzati, proprio per questo, a far soffrire gli altri: ignorano costoro la legge della carità, che insegna a fare agli altri ciò che si desidera che gli altri facciano a loro.
Vi sono molti che non accettano in nessun modo il comando del perdono e covano nel proprio cuore un odio e un rancore che non solo non diminuisce, anzi va sempre più aumentando così da diventare diabolico.
Come si potranno chiamare cristiani costoro?
È necessario convertirsi perché la scure è alla radice. È necessario diventare buoni, perdonare ed amare, perché Dio sarà inesorabilmente giusto e severo con coloro che non usano misericordia.
Così, confrontando i diversi passi evangelici col vostro modo di comportarvi, vi accorgerete che qualche volta assomigliate ai farisei. C'è solo un'apparenza di fedeltà alla Legge, ma non un vivere integralmente la sostanza della Legge. Così qualche volta potrete riscontrare la infedeltà di Pietro che, vinto dal rispetto umano, diventa spergiuro, oppure vi qualificherete in Nicodemo che viene di notte in cerca di me.
Ogni personaggio del Vangelo può trovare il suo sosia nel mondo moderno.
La vostra conversione deve presentare la fede, la decisione e l'amore del buon ladrone, della samaritana, dell'adultera, della Maddalena, perché sia vera. Non perché voi siate caduti nei delitti e nei peccati di costoro, ma perché il pentimento delle vostre colpe deve farvi volgere a Dio con tanta sicurezza e buona volontà da fargli dimenticare ogni cosa del vostro passato.
Figli che io amo infinitamente, guardate il mio volto, guardate il mio cuore. Immergetevi in me e siano in voi santi pensieri e santi affetti. Non pretendete di richiamare gli altri con le sole vostre parole e nemmeno con azioni apostoliche affaticanti il corpo e lo spirito. Le conversioni sono io che le opero e mi servo di voi in misura che voi vi rendete simili a me, vivendo il Vangelo e mi amate.
Io desidero degli apostoli entusiasti e ferventi. Il passato di ognuno lo seppellisco nel mio cuore, quando lo detestate. Di esso conservo solamente il bene che fate, del quale non mi scorderò mai.
Ma il momento presente, che io vi dono perché lo adoperiate per la gloria di Dio e per il bene delle anime, io lo depongo nelle vostre mani.
Mi piace quando, spinti da desideri santi, andate pensando che cosa dovreste fare per piacermi e mi piace ancora di più quando, riconoscendo le vostre colpe, le piangete e, riconoscendo i vostri limiti, vi affidate a me perché supplisca alla vostra debolezza con la mia forza.
Voglio che siate i miei araldi: ma anzitutto occorre purificarsi e togliere il peccato e tra essi l'amor proprio che rovina ogni azione, rendendola o vana o peccaminosa anche se iniziata bene.
La vostra conversione sarà operata da me, ma deve essere voluta da voi con un atto deciso della vostra volontà e ottenuta attraverso la preghiera.
Vi furono lungo i secoli persone che, volendo raggiungere la santità, credettero di conquistarla con le sole loro forze, con penitenze corporali debilitanti e con azioni importanti con cui si attiravano l'ammirazione degli uomini. Essi caddero e generarono con la loro presunzione eresie, scismi e mali gravissimi alla Chiesa e alle loro anime.
La vostra santità deve essere guidata da me, deve essere accompagnata dalla preghiera, vivificata dall'amore. Il primo passo consiste nella fuga dal peccato mortale, poi in quella dal peccato veniale. Man mano che il peccato, che è tenebra, scompare, entra la luce e si desidera di perfezionarsi.
La ricerca della perfezione comporta però di staccarsi dalle creature e da se stessi, per volgere a Dio ogni affetto. Quando voi sarete liberi da tutte le pastoie che vi tengono legati come uccelli in una gabbia, avrete raggiunto la meta e molto probabilmente dovrete combattere tutta la vita per arrivare a quel punto.
Coraggio! Coraggio! Una conversione per ciascuno e il mio cuore aperto per tutti.
Vi benedico, figli. Vi benedico ancora e vi ricordo: non siate cristiani all'acqua di rose, ma ferventi come il vino genuino che ferve nelle botti al momento della vendemmia.
Il demonio fa le sue vendemmie, voi dovete fare le vostre, trasformandovi in apostoli d'amore.
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