Il mistero della Trinità



25 gennaio 1973.

Figli diletti, sono in mezzo a voi. Voglio donarvi gioia e pace. Sono il Figlio di Dio e di Maria. Vi amo in modo perfetto ed infinito, come solo Dio può amare. Vi amo in Maria come fratelli, poiché Ella è vostra e mia Madre. Vi amo, non perché meritate l'amore di un Dio, ma perché Dio è buono e non può fare a meno di amare. L'Amore è Lui stesso. Per Dio, amare è comunicare se stesso, donare se stesso, far vivere in se stesso; amare è volere la felicità vostra, perché siete suoi. So che qualcuno desidera avere qualche spiegazione sul mistero della SS. Trinità, che tanta parte ha nella vita dell'uomo. C'è chi si domanda: «Dio è uno o sono tre? Come può non esserci contraddizione?». Io vi rispondo: Dio è uno solo nell'essenza e trino nelle persone. Dovete sapere, che in Dio ogni qualità è al grado infinito. L'amore, in Dio, è una qualità che si confonde con la natura stessa di Dio. Orbene, Dio conosce se stesso da sempre, poiché Egli è sempre stato. Non potrebbe aver avuto principio, altrimenti ci sarebbe qualcuno più potente di Lui, che avrebbe dato a Lui origine. Dio conosce le sue perfezioni e ama se stesso in un modo talmente profondo, che questo amore genera Me, suo Divin Figlio. Mi ama da sempre il Padre, ed Io, per questo amore che è eterno, esisto da sempre ed ogni qualità del Padre la possiedo anch'Io. Ecco perché potei dire durante la mia vita: «Chi vede Me, vede il Padre mio». Ogni azione compiuta dal Padre, anch'Io la compio, pur essendo distinti, in quanto Io non sono Lui e Lui non è Me, tutto viene da noi compiuto in concomitanza. L'amore poi che lega Me al Padre è anch'esso infinito ed eterno: dalla forza e dalla potenza di questo amore, procede una terza Persona in tutto uguale a Noi, che si chiama lo Spirito Santo. Dio, fin dall'eternità, non potendo contenere questo amore infinito desiderò di avere delle creature su cui effonderlo: ecco perché Dio creò l'uomo. Se i vostri progenitori fossero rimasti fedeli a Dio, la vita di unione con Lui sarebbe stata la più grande felicità per loro e per tutti i discendenti. Voi sapete che un grave peccato di superbia e di disobbedienza rovinò l'opera di Dio e portò nel mondo il peccato e la morte. Che fece ancora la SS. Trinità, in favore dell'umanità che aveva offeso gravemente Dio ed era perciò meritevole di perdizione? Il Padre inviò sulla terra Me, suo Divin Figlio, affinché sotto le vesti dell'uomo potessi, col sangue, cancellare la grande offesa, che Dio solo poteva riparare. Nella pienezza dei tempi, dopo che i profeti avevano lungo i secoli annunciato e predetto nei minimi particolari la mia venuta, la mia nascita, la vita, la morte e la risurrezione, Io venni e in Me si adempì ogni profezia. Io venni come Medico, per sanare; come Pastore, per custodire; come Maestro, per insegnare. Ma la mia vita terrena, come Dio fatto uomo, durò solo trentatré anni. Occorreva che gli uomini, passati sulla terra dopo di Me, avessero una sicurezza, un'ancora di salvezza, una garanzia e i mezzi per salvarsi. Ecco perché fondai la Chiesa, di cui sono il Capo invisibile e diedi ad essa in deposito la verità che Io avevo insegnato e che andavano aggiunte a quelle che Dio aveva in precedenza rivelato. Ecco che confermai e consolidai i Comandamenti portando fra gli uomini la legge della carità, di cui la Chiesa è custode e propagatrice. Ecco che, non volendo lasciar soli i miei figli redenti col mio sangue, affidai alla Chiesa il compito di perpetuare in tutti i tempi la mia presenza nel mondo, con l'istituzione della Santissima Eucaristia. Volli che i miei figli avessero, nella Confessione, il segno sensibile del perdono dei peccati da parte di Dio. Volli che i miei figli, figli del Padre, potessero e dovessero ricorrere alla preghiera, per ottenere aiuto e forza e perché potessero cacciare quei demoni che, permettendolo Dio, infestano il mondo. Nella Chiesa istituii una gerarchia, affidando a Pietro il primato e rendendo lui, e dopo lui, i suoi successori, infallibili, perché assistiti dallo Spirito del Padre e mio: lo Spirito Santo. Io amo la Chiesa come mia casta Sposa e coloro che la compongono sono cari a Me come la pupilla dei miei occhi. Vi è in essa chi dirige e chi impara; ma nell'amore reciproco e nell'aiuto fraterno si deve formare come una grande unità. Il rispetto deve far vedere in ognuno di questi figli, che mi dovrebbero amare e seguire, il mio stesso volto. Ognuno al suo posto, con serenità e con giustizia, dovrebbe compiere il suo dovere, legato unicamente dalla legge della carità. Già qui, sulla terra, è il mio Regno; regno di coloro che combattono contro il male e il maligno per raggiungere, attraverso la croce e una vita cristianamente vissuta, quella santità a cui sono chiamati. Solo alla fine dei tempi il regno di Dio sarà finalmente completo di tutti gli eletti. Dio si effonderà sui suoi santi e sugli angeli del Cielo, comunicando in modo perfetto il suo amore ad ogni creatura. I misteri che formano molte volte l'oggetto delle vostre preoccupazioni, vi saranno svelati fino al punto in cui la limitatezza umana li può capire; ma ognuno sarà soddisfatto di ciò che capirà, come chi, possedendo un bicchiere, non può desiderare di riempirlo più della sua misura. Siate contenti, figli, di ciò che vi viene offerto. Come non accendete una lucerna per metterla sotto il letto, così amate di capire e far conoscere con semplicità queste verità, che vi svelano l'amore del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, il quale instancabilmente lavora perché la Chiesa sia santa in tutti i suoi membri.

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