L'abito nuziale
4 Marzo 1976.
Figli miei, redenti dal mio sangue, sia pace a voi e grazia ed ogni bene! Sono in mezzo a voi, sono il divin Maestro, sono il divin Prigioniero del santo tabernacolo.
Quando vedo anime buone, desiderose di riparare le molte iniquità che imbrattano la terra, sento verso queste anime un sentimento di gratitudine e di amicizia. Sì, desidero ricompensare nel modo che mi è solito, cioè in modo regale, ciò che queste anime mi donano e desidero renderle partecipi delle ricchezze infinite del mio cuore.
Quando poi anime riparatrici vogliono consolarmi degli oltraggi che ricevo nella SS. Eucaristia, io le ripago facendo delle loro Comunioni un grande mezzo di santità. Io faccio gustare a chi ripara i sacrilegi la gioia della mia presenza sacramentale nelle loro anime.
Come potrete voi essere in tal numero, come potrete riparare?
Figlioli, occorre capire anzitutto che al banchetto eucaristico è necessario accostarsi in grazia di Dio. Come voi non vi permettereste, perché vi farebbe ripugnanza, di mettervi a tavola con un cadavere, così è ributtante per me entrare nell'anima di chi è in peccato mortale.
Io amai ed amo intensamente i peccatori e li richiamo continuamente a conversione. Il dolore dei peccati è il primo passo per poter trovare la giusta strada, poi occorre la Confessione.
Non dissi in quel Giovedì santo che precedette la mia morte, prima d'istituire l'Eucaristia, non dissi a Pietro che doveva lasciarsi lavare i piedi? E che voleva significare se non la necessità di purificarsi per accogliere il corpo del Signore?
Figlioli, troppi sacrilegi si commettono perché non si vuol detestare il male commesso davanti al ministro che mi rappresenta e perché non si distingue la gravità del peccato.
È vero che perché il peccato sia grave occorrono la materia grave, la piena avvertenza ed il deliberato consenso, ma non vi pare che quando deliberatamente si disubbidisce alla legge di Dio e quando si vive superficialmente, è molto facile offendere Dio anche gravemente, specie se a questo male fatto con leggerezza si dà una forma d'abitudine?
Figlioli, l'abito nuziale che si deve indossare per accostarsi alle nozze del Re è ancora quello necessario per entrare in paradiso: è la grazia. Se in paradiso non si entra senza la grazia, non vi pare che anche l'accesso alla Comunione dovrebbe essere impedito?
La coscienza dei cristiani, indurita e falsata, fa mettere assieme cose sacre e profane con facilità e con leggerezza, ma non è questo il mio desiderio.
Se per guarire un infermo o per convertire un peccatore occorrono miracoli, si richiede nell'uno e nell'altro il desiderio di guarire sia nel corpo che nell'anima.
Quanta pena mi fanno certe processioni di anime che si accostano all'altare, seguendo un impulso istintivo, senza un pensiero che faccia riflettere sul proprio stato di grazia e sui rapporti e sui desideri di bene che uniscono le anime a Dio.
Veramente deplorevole è questo comportamento, poi, quando riguarda i sacerdoti che dell'Eucaristia celebrano il mistero.
Vorrei che la vostra riparazione per questi sacrilegi fosse non solo settimanale ma anche quotidiana e che le vostre Comunioni ben fatte mi ripagassero per mille e mille sacrilegi.
La vostra adorazione mi deve ricordare quella di Maria mia Madre, di Giuseppe, dei Magi e dei pastori e vorrei che formaste una bella unità con tutte le anime riparatrici e con gli angeli e santi del cielo.
Pensate che ogni tabernacolo, ogni altare su cui io m'immolo dopo essermi incarnato è oggetto di attenzione da parte del Padre che sta nei cieli.
Nel momento della Consacrazione, come nel momento della Comunione, può avvenire come un connubio della terra con il cielo e il Padre ancora una volta può volgere uno sguardo di misericordia sugli uomini.
Una Messa ben celebrata e ben ascoltata è un miracolo grandioso d'amore che si realizza a vantaggio dell'umanità.
Una Comunione ben fatta può essere l'inizio di una vita santa, può svelare a chi la riceve i meravigliosi piani d'amore che Dio ha per un'anima e può additare la missione da compiere nella vita in un modo facile e comprensivo.
Vi sono molti che vanno elemosinando e pagando care certe parole che dovrebbero predire íl futuro e corrono queste persone gravi rischi, così da mettere a repentaglio la fede, la felicità e la salute.
Eppure, se si avesse più fede e si affidasse con una Comunione ben fatta il proprio avvenire a colui che ne è il padrone, egli non mancherebbe di scoprire agli occhi dei fedeli il suo piano d'amore e di salvezza. Per contrapposto, mentre con una santa Comunione si può dar inizio ad una santa vita, basta alle volte una Comunione sacrilega per far entrare il demonio nell'anima.
Non fu così per Giuda Iscariota? Come mangiò il primo boccone intinto nel calice, il demonio prese possesso di lui.
Figlioli, la settimana che state percorrendo vorrei che fosse la più fervorosa nell'adempimento di quelle pratiche di pietà che devono riparare i peccati di molti.
La gioia che infonderò nei vostri cuori per i vostri doni la propagherò ai vostri familiari e sarà pegno di quella che inonderà le anime vostre quando entrerete a far parte del banchetto eterno.
Figlioli, vi benedico tutti ad uno ad uno, cominciando da chi viene da più lontano.
Il mio amore vi riempia i cuori ora e sempre! Arrivederci.
Commenti
Posta un commento