La dignità della donna

 


25 Marzo 1976.

Figli diletti, pace, grazia e amore dimorino costanti nei vostri cuori, perché possiate essere oggetto di compiacenza da parte del Padre e perché possiate essere strumenti di salvezza per i fratelli!

Sono Gesù di Nazareth, Gesù Figlio di Dio e vostro redentore, che vi parlo. Sono qui in mezzo a voi oggi, perché, essendo la festa dell'Annunciazione, un inno di ringraziamento si levi dai vostri cuori a colui che inviò sulla terra il Figlio e a colei che accettò di essergli Madre, assumendosi tutte le conseguenze che una tale responsabilità le imponeva.

Desidero in questo momento ricordarvi quanto rispetto e a quale dignità volle elevare la donna quel Dio che con un atto della sua volontà creò tutto il mondo.

"Fiat": sia fatto, fu la parola che diede inizio all'universo intero.

"Fiat", disse Dio quando creò l'uomo.

Ma quando volle che la creazione continuasse, affidò all'uomo incarichi particolari e per perpetuare gli uomini e perché si moltiplicassero affidò alla donna l'incarico. Da Eva, madre di tutti i viventi, la donna è chiamata a collaborare col Creatore mediante la maternità.

È un onore ed un dovere questo, di cui ogni donna dovrebbe essere orgogliosa e felice.

Essere madre comporta però di saper pronunciare, come Dio Padre, il proprio fiat.

Quando parlo di maternità intendo il dar vita e intendo, non solo la maternità naturale, ma anche quella spirituale, che molte volte è più giovevole e molto più importante della prima. Essere madre è di ogni donna: ma portare luce, forza, aiuto, che è come dire vita, è di anime privilegiate che sanno apprezzare l'opera di Dio e vi collaborano.

Ma voglio proseguire e vi voglio mostrare la mia Vergine Madre che meglio di ogni creatura umana capiva il valore della creazione, della vita e della grazia.

Un mondo pieno di corruzione e di peccato reclamava una rinascita, un rinnovamento e come una novella creazione.

Dio, sempre rispettoso della libertà e della volontà delle sue creature, invia un messo celeste per proporre i suoi desideri.

"Fiat", risponde Maria. Ella è disposta ad accettare tutto pur di conformarsi al divino volere. Dal suo fiat dipendeva il mio.

Io, dunque, dopo di lei, dissi: "Ecco, Padre, io vengo per fare la tua volontà".

Ancora una volta la donna veniva inserita in quel piano d'amore che doveva trasformare il mondo.

Maria fu così dal giorno dell'annunciazione unita intimamente a me nel risanare le anime. Da quel momento fu corredentrice del genere umano e la sua missione si identificò con la mia.

Figlioli, vi sono nel mondo gravi problemi da risolvere e le donne sono chiamate a dare il loro contributo. Il loro fiat può essere di redenzione e di collaborazione o di distruzione.

Giustamente si dice che la donna o è angelo o è demonio. Può portare vita o morte, pace o odio.

Una donna saggia edifica la casa ed una malvagia la distrugge.

Se il procreare può essere e deve essere un atto sacro, il distruggere la vita diventa un atto di ribellione e di superbia, che Dio aborrisce e castiga poiché gli impedisce di realizzare la sua volontà.

La donna viene considerata come il cuore della famiglia e da essa deve venire quel senso di timore di Dio che deve dare alla famiglia l'odio al peccato.

Eva indusse al male Adamo, ma la novella Eva, Maria SS., portò nel mondo l'obbedienza alla legge ed alla volontà di Dio.

Occorre dare alla donna il senso della propria dignità, occorre riportare la donna accanto alla Madre mia, modello di virtù divine ed umane, perché imparino a pronunciare il proprio fiat.

Forse si dovrà accettare la croce, come lei, ma non c'è un altro mezzo di salvezza.

La croce è segno di redenzione e dal momento in cui Maria pronunciò il suo sì, si delineò all'orizzonte la salvezza, ma il suo rifiuto avrebbe permesso che nel mondo continuassero ad essere delitti e morte.

Figlioli, pregate e lavorate in questo senso. Vi sono istituzioni e comunità che mirano a distruggere ogni dignità nella donna, ogni senso di onestà e di pudore, ma dove rifiorirà la donna nell'adempimento dei suoi doveri, rifiorirà la società e il bene.

Il fiat della creazione e quello della redenzione, trovino in voi riscontro nell'umile accettazione di quella volontà di Dio che è mistero di amore e di grazia.

Ed ora dite pure mille volte grazie a lei che, giovanetta tutta di Dio, accettò di avere una visione spaventosa ma reale di tutto quel male a cui lungo i secoli gli uomini avrebbero aderito. Dite mille volte grazie a lei che, volendo riparare l'offesa a Dio, si offrì vittima di redenzione e portò al mondo il Figlio di Dio.

A voi la più ampia benedizione. Siate la donna forte come vi venne presentata nell'Antico Testamento: siate le novelle Giuditte che, impavide, tagliano la testa ad Oloferne, al peccato di tutti i giorni; siate la bella Ester che conquista il cuore del Re; siate l'intelligente Rebecca o Rachele o la buona Noemi. Siate soprattutto l'immagine vivente della Madre mia. Salvate la vita umana, salvate la vita spirituale dei vostri figli: la vostra vita non sarà spesa invano.

Vi benedico, figlioli, e vi affido con particolare insistenza alla Madre mia. Non disgustatela, siate docili. Ella vi parlerà al cuore e alla mente e guiderà le vostre azioni.

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