Incontro al giudizio di Dio
8 Febbraio 1976.
Figlioli miei cari, tutto ciò che ha inizio anche se bello finisce e voi siete qui ancora per poche ore. Poi ritornerete ai piedi della Madre mia e infine alle vostre case per riprendere la vostra croce nel compimento dei vostri doveri quotidiani. Ebbene, il ricordo di questi incontri col Signore non deve sparire tanto presto dalla vostra mente e vi deve dare la convinzione che lo stare con me è veramente un dolce paradiso. Ciò che è stato qui può continuare anche per tutta la vita, anche se in luogo dei vostri bei rosari dovrete mettere rose di bontà e d'amore che saranno le vostre opere.
La nostra delicata e premurosa assistenza non verrà mai meno e voi potrete camminare per le vie del mondo come dei vincitori se saprete fuggire il peccato che tiene schiavi. Quando perciò vi verranno i momenti di sconforto, il ricordo dei giorni passati in mia compagnia vi farà rivivere in serenità e in grazia ore tranquille e gioiose.
Ora, quale vostro maestro, voglio darvi una piccola lezione.
Vi ho parlato della morte che inesorabilmente falcia ogni creatura nata in questo mondo, ma desidero anche ricordarvi che alla mia chiamata farà seguito il giudizio che sarà molto severo e minuzioso.
Non vi parlo del giudizio finale, che sarà la glorificazione del Figlio dell'Uomo e della croce negli eletti e perciò in coloro che col dolore e con l'amore avranno collaborato alla salvezza dell'umanità, ma del giudizio particolare che seguirà immediatamente la morte di ciascuno.
L'anima vedrà in quell'istante tutto il male commesso in vita, tutto il bene fatto male e tutto il bene che avrebbe dovuto fare e che non avrà fatto. S'intende che i peccati confessati bene saranno completamente cancellati e serviranno come motivo di ringraziamento e glorificazione di Dio.
Che momento terribile, figlioli, quello del giudizio di Dio!
L'anima che, finché è nel corpo, non sa capire la grandezza del Signore e la bruttezza del peccato, scorge davanti a sé, dopo esser liberata dal suo involucro, l'immensa maestà di Dio e lo vede, non già con l'infinita sua misericordia, ma con la sua giustizia infinita. Egli, che trova macchie anche negli angeli, sarà perciò vostro giudice.
Quelle colpe che nel momento in cui furono commesse sembravano inezie, così da essere commesse con leggerezza, diventeranno come mostruose all'occhio dell'anima e tutto quel bene che poteva esser fatto con perfezione lo si vedrà tanto imperfetto, che le anime, inorridite, cercheranno spontaneamente un luogo di purificazione che le renda gradite all'occhio di Dio.
Quando le buone ispirazioni si susseguono presso i cuori degli uomini per invitare al bene, molti le rifiutano, e mentre evitano loro stessi di operare il bene, impediscono ad altri di realizzarlo. Nell'altra vita i peccati di omissione appariranno come grandi lacune e la responsabilità di tante grazie mancate e di tanto male seguito ad azioni buone trascurate, sarà dopo un giudizio severo pure severamente punita. Anzi, le anime colpevoli in tal senso vagheranno per il mondo in attesa che, a mezzo loro, si compia quel bene che Dio avrebbe voluto e che altri dovranno compiere.
I segreti di Dio li scoprirete e saranno meravigliosi, formeranno il motivo di una riconoscenza perenne.
Vi ho parlato brevemente di giustizia infinita, ma vi voglio anche dare il mezzo per sfuggire ad essa e poter entrare al più presto nell'amplesso di Dio. Vi ho detto durante la mia vita: "Non giudicate e non sarete giudicati. Con la stessa misura con cui misurerete sarete misurati": ecco il segreto.
Quando il vostro zelo diventa insopportazione, quando divenite facili scopritori della pagliuzza che sta nell'occhio del fratello e dimenticate la trave che sta nel vostro occhio, quando pretendete che altri facciano ciò che voi non fate e siete più facili ad accusare che a scusare, vi mettete nella condizione di quel servo che non potendo pagare il suo padrone fu perdonato, ma che, dovendo ricevere una piccola somma da un altro servo, fu così severo da percuoterlo e farlo imprigionare.
Non è una preghiera accetta quella delle anime che non sanno perdonare. Il Padre nostro che molti recitano con tanta leggerezza non è che una condanna a cui il cristiano sottoscrive con la sua stessa volontà.
Quando il pensiero del giudizio di Dio vi portasse a perdere la fiducia nella sua infinita misericordia, non avete che da riflettere sul vostro comportamento coi vostri simili: se vi risulta di essere generosi al perdono, pronti a vedere il bene e le virtù negli altri più che i loro difetti, fatevi coraggio. Chi avrà usato misericordia la troverà. I vostri giudizi siano perciò benevoli sempre. Pensate che molte volte ciò che voi giudicate male è bene.
Molte volte coloro che compiono il male pensano di far bene e il Signore li giudica secondo le loro intenzioni.
Pensate che quelle persone a cui potreste con la mormorazione e con la calunnia togliere quella vita morale così preziosa, sono miei figli che io amo infinitamente. Anche coloro che giudicate cattivi non abbiate troppa premura di criticarli: sappiate invece addossarvi i loro peccati per offrirli a me ed espiarli.
Se io non mi fossi caricato dei peccati degli uomini, che sarebbe avvenuto anche di voi? Bontà, carità, misericordia, siano la guida dei vostri pensieri, delle vostre parole e delle vostre azioni. Il giudizio di Dio, ve lo prometto, vi sarà risparmiato.
I devoti poi della Madre mia avranno dalla sua misericordiosa bontà un'intercessione così valida per cui anche il purgatorio sarà di molto abbreviato.
Vi benedico stringendovi al mio cuore. Rimanete nel mio amore oggi e sempre!
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