Il nutrimento delle anime
8 febbraio 1973.
Figli diletti, sia pace e grazia a voi! Siete qui, assetati di fede e d'amore. Io sono qui per donarvi ciò che chiedete sempre in ordine alla vostra salute eterna e al vostro bene spirituale. Amo le persone che chiedono con fiducia per sé e per gli altri, anche se si sentono indegni di ricevere grazie per i loro pochi meriti. Ricordate cosa risposi a quella mamma che mi venne a chiedere la guarigione della figlia? «Non ti posso ascoltare, devo prima sfamare i miei figli». Volevo dire: tu non sei Israelita. Ma quella insistette: «È vero, ma anche i cagnolini mangiano le briciole che stanno sotto la tavola». Capiva, quella donna, di non meritare il mio intervento; ma la sua umiltà e la sua fiducia mi rapirono il cuore, tanto da costringermi ad esaudirla. Così vorrei che vi disponeste alla preghiera, sempre pensando agli altri che vi sono figli o fratelli e sempre con sentimenti di umiltà profonda e di fede. Non dovete fare come coloro che ritengono di avere ogni diritto o di dover supplicare solo per se stessi senza pensare agli altri. La fiducia poi nella mia bontà e misericordia è la chiave che vi deve aprire il cuore alla speranza, come è la chiave che forza la mia onnipotenza. Disponete i vostri cuori ad accogliere il Signore più che ad accogliere le sue grazie, perché così manifestate il vostro amore disinteressato. Vi ho fatto questo riferimento, perché voglio portarvi in spirito accanto ai miei tabernacoli, lasciati molte volte abbandonati e trascurati e dove Io sono in attesa di entrare nei vostri cuori. Dalla sera al mattino, dal mattino alla sera, Io vado chiamando vicino a Me anime amanti. Desidero aiutare i miei figli a togliere dalla loro vita tutto ciò che è male. Desidero, in queste vigne del Signore, che sono le anime vostre, far crescere quelle virtù che tanto mi piacciono. Che cos'è l'Eucaristia? Sono Io, il Figlio di Dio fatto Uomo, incarnatosi nel seno purissimo di una Vergine, nato a Betlemme, crocifisso sul Calvario. Mi sono nascosto sotto le candide apparenze di pane per dimostrarvi quanto amo la castità e la purezza. Mi presento come pane per rendere a voi più facile il mangiarmi. Non dite anche voi ai vostri bambini, per indicare il vostro amore: «Ti mangerei?». Ebbene, Io vi dico: «Mangiatemi per mostrarmi il vostro amore. Io voglio essere il nutrimento delle anime». Come possono le anime vivere la vita divina se non volete avvicinarvi a Me e ricevermi sovente? C'è qualcuno che dice di avermi sempre nel cuore perché, con qualche frase più o meno sentimentale, dice che mi ama. Ma come può vivere di Me se rifiuta di cibarsi della mia carne e del mio sangue, che Io ho voluto lasciare perpetuamente nel mondo per essere aiuto, conforto, compagno ai viandanti, che camminano in mezzo ad un mare infido e pericoloso? Ecco perché anche una vera devozione mariana deve riaffermare la preminenza dell'Eucaristia nella vita del cristiano. L'Eucaristia è la mia carne, che è carne di Maria. È il mio pane, ma è anche il pane della Mamma. È il mio dono, ma è anche il suo dono. Amate questo divino alimento e onoratelo. Sia il vostro contegno, nelle chiese o nelle cappelle dove si trova un tabernacolo, rispettoso e silenzioso. Siano le vostre belle Comunioni un incontro, cuore a cuore, con Me e con Maria, che deve disporre i vostri cuori ad accogliermi ed a ringraziarmi. Quanto è triste vedere molte anime, che si avvicinano all'altare, senza un minimo di compostezza e di devozione! E quanta poca decenza nel vestito talora! E quanto manca di fede il gesto di coloro che, dopo avermi ricevuto, non sanno dire una sola parola di ringraziamento, non sanno tenermi compagnia! Quando istituii l'Eucaristia vedevo, nel mondo, quanto questo Sacramento sarebbe stato oggetto di scherno e d'incredulità. Vedevo gli oltraggi, i sacrilegi, le profanazioni. Sentivo le bestemmie orrende lanciate contro questo Sacramento d'amore. Ma vedevo anche la freddezza e la noncuranza dei cosiddetti buoni cristiani... e questa era la cosa che mi feriva il Cuore assai di più. Scorgevo però, lungo i secoli, anime buone, che facevano dell'Eucaristia il centro della propria vita e ad essa indirizzavano tutti i pensieri ed affetti, come al sole che sorge al mattino. Vedevo i martiri dell'Eucaristia e vedevo con quanto amore i miei seguaci avrebbero saputo affrontare il martirio, resi forti dalla Comunione quotidiana. Vedevo i ragazzi deboli difendere la loro purezza in nome di quel Gesù che avevano ospitato nel proprio corpo. Vedevo mamme e papà fedeli al proprio dovere in nome di quel Sacramento d'amore, che aveva unito per sempre le loro anime nel giorno del matrimonio. Vedevo sacerdoti santificati dalla mia presenza in loro; anime generose che affrontavano difficoltà di ogni specie nel compimento della loro missione, solo perché rafforzati da quel Pane celeste, che dona amore e forza a tutti coloro che lo accolgono. Così istituii il grande Sacramento d'amore per loro, per voi, per i vostri figli, per i vostri sacerdoti e tutto avrei sopportato fino alla consumazione dei secoli, per essere a voi di aiuto nel compimento del vostro dovere. Amatemi, figli, e non lesinate mai con Me se vi chiedo che ogni Comunione sia preparata con sacrifici volontari. Vi ricompenserò poi per ogni lacrima che mi donerete. Ricordate sempre che non mi lascio mai vincere in generosità. A Lourdes, quando il sacerdote passa portandomi in un ostensorio per benedire poi gli ammalati, avvengono, spesso, guarigioni miracolose; ma le più importanti sono solitamente nascoste. Io agisco sulle anime e le conversioni e l'accettazione del dolore sono molto più numerose e importanti. Se volete che Io agisca sull'anima dei vostri cari, venite a ricevermi con fede ed amore. I miracoli di Lourdes si rinnoveranno e moltiplicheranno sempre dove trovo tanta fede in Me. Vi benedico tutti, uno a uno, e vi attendo, come angeli consolatori, accanto al mio cuore.

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