Signore, se tu vuoi mi puoi guarire
11 gennaio 1973.
Figli diletti, che mi capite e mi amate, sia pace a voi e grazia! Sono il vostro Redentore, sono lo stesso Gesù che, passando per le vie della Palestina, operava tanti miracoli. I miracoli, figli cari, erano un dono del mio amore misericordioso. Ogni sofferenza mi colpiva il cuore e tutti avrei voluto risanare e rendere felici. Ma lo credereste? C'era, anche a quel tempo, chi si rifiutava di credere al miracolo e chi non desiderava beneficiarne. Il miracolo, operato da Me, Figlio di Dio, aveva però sempre di mira una conversione, cioè una guarigione spirituale, anche se apparentemente operava una guarigione fisica. Faccio sempre così, e tutto ciò che voi chiedete deve essere passato al vaglio della mia misericordia, perché vi sia concesso, solo ciò che mira al vostro bene spirituale. Vi chiedo che la vostra preghiera porti le note dominanti della fiducia e della fede. Così fece quel lebbroso che si avvicinò a Me e mi disse: «Signore, se tu vuoi mi puoi mondare». Ecco le parole meravigliose che agiscono sul cuore di Dio. La fiducia è credere alla onnipotenza di Dio e riporre in Lui la speranza, nell'abbandono però alla sua volontà, che può disporre diversamente. «Se tu vuoi». Quando un'anima si presenta a Me così, anche se la sua vita non è perfetta, Io l'accolgo con bontà infinita. «Se tu vuoi, lo voglio anch'io», mi dice l'anima e allora avviene fra noi quella collaborazione per cui, nell'anima, non viene a mancare la forza di compiere il proprio dovere, anche se i sacrifici e le difficoltà si sovrappongono. Ed Io salvo, Io mondo dalle molte lebbre, di cui ogni anima si può ammalare, santifico e perfeziono. Vorrei che tutte le mamme si presentassero a Me con questi sentimenti. «Signore, se tu vuoi, mi puoi mondare». Una mamma però non viene mai sola accanto a Me. Ella, anche se è solo mamma spirituale, porta con sé tutti quei figli che formano la sua gioia e il suo dolore, la sua ricchezza e la sua preoccupazione. Se tutti venissero ed avessero l'umiltà ed il coraggio di riconoscersi coperti di lebbra, Io opererei i miracoli più strepitosi. Ma i figli si rifiutano e vengono le mamme con l'ambascia nel cuore. Non importa, non conta; una mamma può rappresentare i figli e può pagare per loro. Non fate così, quando essi sono malati? Non chiamate voi il medico? Io sono il Medico. Venite e ditemi: «Signore, colui che ami è malato; coloro che ami sono malati: se Tu vuoi, puoi sanarli». Guardatevi attorno e ditemi dove posso posare i miei sguardi. Entrate con Me nelle scuole dove, anche fra ragazzetti imberbi, spesso si diffonde pornografia e immoralità. Entrate nelle fabbriche, dove l'odio, la rivalità e la bestemmia sono ormai un sistema di vita. Venite con Me, in moltissime famiglie, dove la fedeltà è un pio ricordo e dove la brutalità è divenuta quasi una legge. Venite nelle carceri dove, nel silenzio, coloro che hanno sbagliato dovrebbero riflettere e proporre per l'avvenire: la cattiveria si fa contagiosa e i discorsi immorali e i propositi, non certo di cambiar vita, affluiscono alla mente anche dei meno cattivi. Venite negli ospedali, dove molti si preparano ad incontrare il giudizio severo di Dio e vedrete con quanta indifferenza, con quanto rispetto umano si rifiuta la confessione, la preghiera e il ricordo di Dio. A tutto questo male, unite quella ignoranza religiosa per cui, per timore di disturbare il malato, si aspetta a parlargli di Dio, quando ormai la mente non risponde più alle chiamate umane. Guardate ancora nel mondo e vedete quanto lavoro compiuto in peccato mortale, imprecando contro Dio. Quanti delitti di ogni genere! Dall'omicidio al suicidio; dal furto alla distruzione di ciò che dovrebbe servire per il bene della comunità. Aggiungete, vi prego, l'odio che fa infierire fratelli contro fratelli e che semina nelle famiglie disordine e molte volte miserie e malattie. Vedete ancora milioni e milioni di persone che soffrono per la cattiveria altrui, malati e malattie che si potrebbero evitare. A tutte le tristezze che la natura umana porta con sé, come conseguenza del peccato, aggiungete i mali che la schiera dei demoni, ribelli a Dio e nemici dell'uomo, seminano nel mondo. Ebbene, davanti a tutti questi mali che Io vi posso enumerare, ma che voi non siete in grado di valutare, vi sembrerà di dover dire con sincerità: «Il Signore non può sopportare questo cumulo di peccati». Ma Io vi dico: Figli miei cari, le immondezze, le cattiverie e tutto ciò che di malvagio abbrutisce gli uomini, non è un male infinito, anche se l'offesa che si reca a Dio è infinita, per la Persona che viene offesa. Ma la misericordia di Dio supera di gran lunga tutto il male esistente nel mondo. Oh, se gli uomini volessero rivolgersi a Me in tutto il loro soffrire, poiché il peccato non rende felici, e volessero dirmi come il lebbroso: «Signore, se Tu vuoi, ci puoi mondare», come tutto cambierebbe! Ditelo voi per tutti. Ditelo instancabilmente, ditelo in tutti i toni, con le braccia alzate. Accanto a Me vi è una Mamma che ama chiamarsi la celeste Infermiera. Sostenete con la preghiera le sue braccia. Ella trattiene le braccia di Dio e salva il mondo. Unitevi a Lei che, come l'antica Ester, con la sua bellezza conquista il cuore di Dio. Non adagiatevi mai in quella indolenza che vi fa essere contenti di quel poco che fate, ma desiderate sempre fare di più, perché il male è molto e combatterlo richiede da voi una collaborazione senza sosta. Figli miei, vi benedico. Sappiate offrire con amore le vostre sofferenze, che sono il prezzo migliore per salvare tutte le anime. La gioia di essere al servizio di Dio sia la migliore ricompensa per tutto ciò che fate, e consideratevi sempre servi inutili, per esser da Me chiamati servi fedeli e così entrare nel cielo. Vi benedico, figli, tutti quanti.

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