Lo Spirito Santo in voi
5 ottobre 1972
Figli diletti, la pace sia con voi! Sono Gesù di misericordia e di amore infinito. Voglio in questo momento farvi dono, come già altre volte, dello Spirito del Padre e mio perché la luce in voi sia abbondante e perché, nel gaudio della preghiera e delle comunicazioni divine, possiate gustare quanto è buono il Signore. La presenza dello Spirito Santo in voi ha un'importanza grandissima. Voi desiderate che questo dolce Ospite dimori in voi ed Egli resta ed agisce. Egli fa verso di voi ciò che le buone mamme e i buoni educatori fanno verso i loro figli e i loro alunni. Egli plasma il vostro cuore, così da renderlo buono e tenero verso Dio e verso i fratelli. Egli agisce sulle vostre menti perché la verità appaia nel suo splendore ed alimenta la forza della vostra volontà perché siate costanti nel compimento del vostro dovere e di tutto quel bene che il Signore desidera che sia compiuto da voi, e da nessun altro che da voi, poiché ciascuno ha la sua missione insostituibile da compiere. Lo Spirito del Signore sia dunque su di voi e in voi, che vi rendete sempre più disponibili alla sua opera. Egli desidera fare di voi dei capolavori. La sua forza diventerà la vostra, se a lui vi affidate. La sua dolcezza pure vostra, se gliela chiedete. Tutta la vita del cristiano deve essere un continuo ricorso allo Spirito che è autore di ogni santità. Ecco perché dovete sovente, nelle mille necessità quotidiane, affidarvi a lui e chiedere di avere l'abbondanza dello Spirito del Signore. Tutto potete avere. Lo spirito di fede che deve animare la vostra vita. Lo spirito di carità che ve la fa abbracciare con le sue croci, per amore. Lo spirito di umiltà che vi fa desiderosi di trovare l'ultimo posto, il più dimenticato, il meno gradito, il meno adatto alla vostra suscettibilità e alla vostra insofferenza alle più piccole contrarietà e croci. Chi si affida a lui viene guidato, sorretto, portato. La vita di chi si affida allo Spirito Santo è come un volo al disopra delle sozzure del mondo, è come una gara vinta, una conquista della palma della vittoria. Solo se si possiede lo Spirito del Signore si può essere veri testimoni miei nel mondo, poiché il Padre ed Io ci manifestiamo solo in chi possiede il nostro Spirito. È bella la vita del cristiano quando, al disopra delle preoccupazioni terrene, si pongono quelle dello spirito. Vi sono molti che si preoccupano della salute propria e dei familiari. Vi è chi resta come stordito dopo le catastrofi in cui essi o altri rimangono privati di beni, di sostanze, di ricchezze. C'è chi rimpiange la morte o l'abbandono di persone care. Quanto diverse sono queste cose, se ad esse si guarda nell'ottica propria dello Spirito del Signore. «Beati i poveri in spirito», vi ho detto: quelli cioè che amano la povertà. Provate ad osservare col mio Spirito la perdita degli averi e voi scoprirete un atto della bontà di Dio che vuole questi figli nel suo Regno, mentre con quel carico di ricchezze non vi sarebbero potuti giungere. Non vi ho detto che «è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che a un ricco entrare nel regno dei Cieli?». Guardate la salute con l'occhio del mio Spirito. Io vi ho detto: «È meglio andare in paradiso con un occhio solo piuttosto che all'inferno con tutti e due». Così per le gambe, per le braccia e per tutto il corpo. Ricordate quel ricco della parabola che, avendo pieni i granai ed essendo in buona salute, si sentì dire dal Signore: «Stolto, questa notte stessa morirai»? Così potete guardare a tutte le sventure che vi possono colpire materialmente e giudicarle alla luce del mio Spirito. Vi trovereste costretti a gridare con riconoscenza il vostro grazie a Dio, per avervi privato di ciò che sembrava bene e che, invece, per voi era un vero male. Ma voglio anche che con il mio Spirito impariate ad elevare la vostra preghiera a Dio. Vi ho insegnato quella preghiera, che recitavo anch'Io, in cui si chiede al Padre il pane quotidiano e la liberazione da tutti i mali. Sì, vi dovete fidare della Provvidenza e ancora col mio Spirito vi dovete rivolgere al Padre perché intervenga in tutte le vostre necessità anche corporali. Badate che vi ho invitati a chiedere il pane quotidiano, proprio per insegnarvi a non avere sollecitudini smodate per l'avvenire, ma a vivere alla giornata, abbandonandovi fiduciosi fra le braccia di Colui che tutto può. Vi è lecito ed è umano chiedere la liberazione da mali che infastidiscono e fanno soffrire il corpo, ma se chiederete col mio Spirito sarete capaci di aggiungere senza timore e con tanta forza: «Signore, la tua volontà sia fatta e non la mia!». Quando però vi vedo anteporre le vostre preoccupazioni materiali a quelle spirituali, mi addoloro perché mi fate capire che non comprendete i valori dello spirito. L'anima, figli, le anime!... Quelle cercate, quelle donatemi, quelle aiutatemi a salvare! Che vale possedere anche tutto il mondo se perdete l'anima? Ad incoraggiarvi e ad aiutarvi costantemente nella vostra via di ascesa spirituale vi ripeto: «Cercate in primo luogo il regno di Dio e la sua giustizia; il resto vi sarà dato in sovrappiù». Figli, ve lo prometto che, se vi staranno a cuore i miei interessi, Io prenderò a cuore i vostri. Piangete, pregate, riparate e, per tanto male che si commette nel mondo, supplite con tanto bene. Io so ciò che è bene per voi. Non sono fratello vostro? Non ho provato tutte le vostre necessità? Non fui povero, affamato, senza casa, calunniato, ritenuto pazzo? Non ho sofferto nel mio corpo piaghe e ferite, battiture e lividi? Non so forse ciò che vi occorre, Io che della legge della carità ho fatto il massimo dei comandamenti? Vi voglio aiutare in tutto, ma datemi le anime! La salute se è bene per voi verrà. Le sistemazioni verranno. Ma non manchi in voi la fede e lo zelo per la gloria del Padre. Figli, vi benedico tutti.

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