Io vi ristorerò
19 ottobre 1978
Figli miei, la pace sia con voi. Sono Gesù maestro, e vengo a richiamarvi una frase del Vangelo, che ben si addice alla vostra vita e che può esservi di aiuto ad aumentare la vostra spiritualità, la vostra fiducia e il vostro amore verso di me.
Vi dico: "Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e vi ristorerò".
Vi è nel mondo una triplice categoria di affaticati: gli affaticati fisicamente, gli affaticati moralmente, gli affaticati spiritualmente.
Gli affaticati fisicamente possono essere coloro a cui gli anni, la malattia, la fatica, il lavoro, rendono pesante la vita. A costoro dico: "Venite a me". Venite a me, perché, mediante la preghiera, potete inserirvi nel mondo di Dio, immergervi in quell'oceano d'amore che è Dio stesso, così che la vostra fatica diventa leggera e sentite meno il peso degli anni e della sofferenza.
"Venite a me", dico a coloro che nel mondo del lavoro dimenticano Dio, a quanti, negli ospedali, imprecano o dimenticano di invocare il mio amore. "Venite a me", e troverete sollievo nelle vostre pene.
"Venite a me", dico a voi, affinché la preghiera ristori il vostro spirito e vi dia ali per andare nel mondo a comunicare la vostra forza, il vostro amore, e per raddoppiare quel bene che già avete cominciato a fare.
Gli stanchi fisicamente sono i più facili da aiutare, ma sono anche quelli che forse, più difficilmente, ricorrono a me per essere aiutati. Eppure anch'io ho conosciuto il lavoro, la fatica, la sofferenza fisica e sono perciò in grado di capirvi. Venite, dunque, a me.
Dico anche a coloro che hanno sofferenze morali: "Venite a me, ed io vi ristorerò", perché vi farò scoprire, in ciò che vi capita, il lato buono accanto a quello meno buono. Vi farò capire che io, come Figlio di Dio, so intervenire nelle vostre cose e adoperare ciò che è meno buono per realizzare ciò che è buono.
Mamme che soffrite per i vostri figli, venite a me. Io conosco perfettamente i cuori dei vostri figli, e le sofferenze morali hanno accompagnato tutta la mia vita: chi potrà alleviare le vostre sofferenze più di colui che le ha vissute e che le vive attualmente, continuamente?
Io vi voglio dare conforto. Vi ho detto: "Venite a me", e vi consolerò, perché vi porterò sul Calvario e vi mostrerò il buon ladrone. E vi dirò: vedete, forse negli ultimi istanti della vita, quando tutte le speranze sembrano finire, quando la vostra vita vi sembrerà chiudersi in un enigma, ecco, io vi darò ancora la forza di sperare, di credere, di amare, perché quei figli che voi amate, che io amo, quelle anime per cui vi sacrificate, saranno ricomprate dalla mia sofferenza.
Venite a me. Cercate conforto nel mio cuore e soltanto nel mio cuore, poiché io non deludo nessuno. E quando prometto una conversione, state pur certi, quella conversione avverrà. Abbiate fede.
Vi sono poi gli affaticati spiritualmente, quelli che il dubbio assale, quelli che, disorientati, si chiedono: "Ma vale la pena di continuare a credere, mentre vedo che tutto va alla deriva e in modo opposto a ciò che finora ho pensato?".
Anche a costoro io dico: "Venite a me", poiché io vi darò idee chiare, aumenterò in voi la fiducia. La fede non è una dottrina basata sulle cose che passano, la fede è basata in modo tutto speciale sulla vita eterna.
Figli, quale delusione più grande avrebbe potuto provare il Figlio di Dio, quando, portato sul Calvario, non ha visto vicino a sé che la madre e l'apostolo prediletto? Tutti gli altri, tutti coloro che avevano ricevuto benefici, che avevano sentito e gustato le parole di Dio, se ne erano andati. Eppure, figli, la fede deve essere messa alla prova, per essere meritevole di un premio.
La vita del cristiano è una prova di fede, e fino al traguardo si deve arrivare, mantenendo ben ferma la propria fede. Come l'oro si prova nel crogiolo, così la fede bisogna provarla con la propria vita. Queste prove, che si susseguono l'una all'altra, le ho avute anch'io, le ha avute la madre mia.
Credete che per mia madre sia stato tanto semplice il credere? La sua fede eroica non è stata forse messa a dura prova? E tuttavia ella ha perseverato sino alla fine.
Figli, credetemi, sono il vostro Gesù, e, se desidero da voi questa fede costante, è perché desidero darvi un premio senza fine.
Venite a me, quando il dubbio vi assale, quando siete tentati di dire: "Non prego più. Non credo più, perché mi va tutto a rovescio, perché coloro che ho beneficato mi insultano, coloro a cui ho fatto del bene, mi fanno del male".
Venite a me. Io sono il vostro modello. Non per niente mi chiamate vostro maestro. Sono io che vi devo insegnare. Venite ad attingere al mio cuore quella forza, quel coraggio, quella chiarezza di idee, quella fede costante e sincera di cui io posso farvi dono.
Figli, vi benedico tutti. Benedico la Chiesa, questa dolce mia sposa che ho amato ed amo più di me stesso. Benedico tutto il mondo.
Benedico i vostri cuori, perché sappiano essere forti, perché sappiano attingere forza dove la possono trovare, perché sappiano continuare a credere, a sperare e ad amare, e a diffondere fede, fiducia e amore.
Nel nome del Padre, nel mio nome, nel nome dello Spirito Santo, e con il materno sorriso di Maria, portate questa benedizione alle vostre famiglie.
Siate uniti e siate contenti.
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