Supplicatela e lasciatela agire
1 Maggio 1975
Figli diletti, è bello unire alla riparazione che voi volete dare al mio cuore amareggiato un pensiero di devozione e di fiducia verso la creatura che meglio di ogni altra capì i miei dolori e con più riparazione ed amore diede al mio cuore consolazione. Ecco perché oggi il vostro Gesù vuol farvi rivivere tre momenti particolari della vita della Madre sua, perché vi siano di aiuto a trascorrere bene il mese a Lei particolarmente consacrato.
Portatevi per un istante nella grotta di Betlemme e vedete la mia giovane Mamma tenere fra le braccia il suo bambino. Vedete silenziosi e timorosi entrare in quella grotta i pastori di ogni età, dai giovanissimi agli anziani, tutti portando i loro piccoli preziosi doni: piccoli per il loro valore, preziosi per l'utilità e la necessità del momento. Maria infatti, la più povera delle madri, aveva in quel momento bisogno di tutto.
Vedete quella dolce creatura accogliere con bontà e benevolenza quella gente umile e generosa e deporre fra le braccia, ora dell'uno ora dell'altro, il suo bambino. Ella riceveva i loro omaggi e porgeva ad essi il suo dono prezioso.
Figlioli, non vi sto a ricordare una verità che voi ben conoscete: che chi onora mia Madre mi fa grande piacere ed onora me, ma vi confermo che, quasi automaticamente, chi si rivolge alla Madre mia si trova fra le braccia il suo Gesù, o meglio, si trova fra le mie braccia.
Dovete portare a Lei queste due doti: umiltà e generosità; il resto viene da sé. All'altare della Madonna Gesù è sempre presente per benedire, approvare e ringraziare, contraccambiando doni e offerte.
Ma, figlioli, vi ricordo un secondo momento della vita di Maria. Eravamo andati a nozze di un parente e sul più bello del pranzo mia Madre si accorge che è venuto a mancare il vino. Si rivolge a me con tranquillità, ma anche con sicurezza, per dirmi: "Gesù, non hanno più vino".
Quante volte era mancato sul nostro desco familiare anche il necessario e la Madre mia non mi aveva mai chiesto di operare miracoli. E come mai ora si fa tanto premurosa che non manchi nemmeno il superfluo?
Ecco il segreto: Maria è madre e nella delicatezza del suo cuore capiva quanto fosse necessario che in quel momento non venisse a mancare la gioia. Voi sapete che cosa feci e come non seppi mai rifiutare nulla a lei che tutto mi aveva donato.
Ma che cosa farete voi davanti a questo quadro così semplice e così luminoso?
Figlioli, quante volte nelle vostre case viene a mancare la gioia perché mancano i mezzi materiali, ma soprattutto quante volte manca la gioia perché manca il vino del fervore. Mancano molte volte la fede e la fiducia che vi fanno rivolgere a lei come all'intermediaria infallibile.
Io vi ho detto un giorno che se avrete fede quanto un granello di senape potrete comandare ai monti di rovesciarsi in mare ed essi vi ubbidiranno; ma che c'è di più facile che rivolgersi ad una madre premurosa e desiderosa di esaudirvi? Quando perciò vi accorgete che in famiglia è subentrata la freddezza, quando vi accorgete che le cose non vanno punto bene perché si trascurano i doveri del buon cristiano e sono entrati col peccato la disperazione ed il malcontento, non esitate a rivolgervi a Maria. Supplicatela e lasciatela agire. Ella ha potere di comando sul cuore di Dio e può intervenire se sapete pregarla.
Il fervore di vita cristiana è come un vino spumante e generoso che rende soave il sacrificio e facile l'apostolato. Chi è fervente è come un "incendiario" che porta dovunque il fuoco dell'amore.
Vi voglio però ricordare un altro momento della vita di mia Madre. Vedetela ai piedi della croce, affranta dal dolore e sempre esuberante d'amore. Vedeva il suo figliolo morire e vedeva lungo i secoli milioni di anime rifiutare la salvezza e scegliere la morte eterna. Erano e sono tutti suoi figli. Un mare di dolore e un mare d'amore si davano per così dire un abbraccio.
Ebbene, figli, è il mese a lei consacrato e lo volete trascorrere dando alla Madre consolazione.
Non permettete al vostro corpo che abbia il sopravvento sull'anima. Non permettete al demonio di trionfare su di voi. Fate in modo che il peccato, sotto qualunque forma si presenti, trovi in voi un nemico. Combattete il male, figli! Esso è causa di morte, è spada che ferisce il cuore di mia Madre. Se la riparazione eucaristica è di grande importanza, alleviare, capire e valorizzare i dolori di Maria è di grande conforto a me, che ho verso lei doveri filiali.
Quando perciò vi accosterete all'altare su cui troneggia l'effigie di Maria, portatele, col dolore dei vostri peccati, tutte quelle buone opere che farete per impedire il male.
Non posso dimenticare il mio buon padre putativo san Giuseppe, che viene onorato oggi come lavoratore. Veramente ispirata dallo Spirito Santo questa festività che deve insegnare a valorizzare il lavoro e ad usarlo come mezzo di espiazione e di santificazione! A lui raccomandate tutti coloro che danno lavoro e coloro che lo compiono, perché la giustizia sia guida degli uni e degli altri.
Maria e Giuseppe vi siano prodighi di aiuto, mentre io con tanto amore vi benedico.
Arrivederci, figli.
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