Amate l'amore

 


6 Aprile 1975

Figli diletti, quanta consolazione procurate al mio cuore con questa preghiera! Vorrei potervi dire che se in ogni città vi fosse un gruppo di preghiera così fervente sarebbe disarmata la giustizia divina.

Io sono in mezzo a voi, vi guardo ad uno ad uno e mi compiaccio dei vostri desideri d'amore, di bontà e di bene. E non sono io l'Amore per essenza, la Bontà personificata, il sommo Bene? Come vorrei rendervi tutti consapevoli di questa verità.

Io, Gesù di misericordia infinita, non ho di mira che di fare per voi ciò che nessun padre, per quanto amoroso, potrebbe fare in favore dei propri figli. Quello poi che faccio per tutti voi lo faccio per ciascun uomo della terra, come se fosse solo al mondo; per cui nessuno potrebbe lamentarsi del suo Dio e Signore.

Figlioli, io vi apro il mio cuore e, mentre vi mostro l'acqua e il sangue che scaturirono dopo che Longino mi ebbe ferito con la lancia, vi dico che ancora e continuamente scaturisce acqua e sangue dal mio cuore: sono i sacramenti, vero dono d'amore, che viene a voi per mezzo della Chiesa, per la salvezza e santificazione delle anime.

Dopo che il battesimo ha irrorato del mio sangue le vostre anime e le ha rivestite di grazia, fu aperta la porta ad altre grazie che si sono moltiplicate nel ricevere gli altri sacramenti.

Ognuno di voi può chiamarsi per me Longino, ognuno mi ha ferito d'amore ed io ho donato a ciascuno i mezzi soprannaturali per purificarsi e raggiungere la vita eterna.

Che cosa potevo fare di più? Che cosa potrei fare di più? Eppure c'è ancora chi mi perseguita, chi mi rifiuta, chi nega la mia divinità e chi non sa che fare delle mie dimostrazioni d'amore.

Io rimango come il padre del figliol prodigo, continuamente in attesa che i lontani ritornino al mio cuore e mi capiscano e mi amino.

Mamme, papà, che sognate e supplicate perché ritornino i vostri figli alla fede di quando erano piccoli e vorreste poterli stringere ancora fra le vostre braccia e li vorreste buoni, sappiate che vicino a voi per rivolgere a Dio la stessa supplica ci sono io, che meglio di ogni altro capisco la vostra pena.

Oh, potessi richiamare con la forza del mio amore tanta gioventù sviata e malata nell'anima!

Io posso tutto, perché sono Dio come il Padre, ma non posso forzare e costringere le coscienze. Quale merito ne avrebbero di avermi amato per forza? Io sto alla porta come un mendicante, e busso. Ma dall'interno dei cuori mi si deve rispondere e si deve accogliere con volontà cosciente il messaggio d'amore.

Io vi amo e desidero essere amato liberamente e desidero di essere servito nel miglior modo a voi consentito. C'è chi mi serve svolgendo un'attività, c'è chi mi ama nel dolore e chi nella gioia. C'è chi può e deve lavorare materialmente, chi lavora mentalmente e chi offre e lavora nel campo religioso e morale. È un lavoro che corrisponde ad una mansione. Essa può essere più o meno importante, può essere più o meno apprezzata dagli uomini, ma per me non conta. Ciò che vale nel compimento del proprio dovere è l'amore con cui viene compiuto.

La missione vostra, che è uguale per tutti, è quella di amare l'amore e di far amare l'amore.

Quando io verrò a giudicarvi nell'incontro finale con me, non vi sarà chiesta che una cosa sola: se avrete amato. Se avrete amato il vostro Dio e se avrete amato il vostro prossimo non escludendo nessuno, nemmeno coloro che vi fanno soffrire, nemmeno i vostri nemici.

È vero che siete deboli e la costanza nell'amare è la più difficile, perché riassume un complesso di doveri che non sapreste compiere che con una forza soprannaturale.

Ma perché vi ho scoperto il mio cuore? Perché vi ho parlato dei sacramenti, perché vi ho tanto lodati per la vostra preghiera? La forza vi verrà da una pratica cristiana costante e sincera.

Dovete essere cristiani tutti d'un pezzo. Niente superstizioni, niente doppiezze! Ciò che avete di dentro, dovete esporlo all'esterno; ma anzitutto dovete essere dei veri tabernacoli, poi degli ostensori. Se io sono dentro di voi, chi sarà contro di voi?

Siate forti, siate sinceri, ma per esser tali siate vivi: vivete della mia vita. Vi ho detto che io sono la vite e voi i tralci; non potreste vivere staccati da me. La stessa linfa divina deve unire i tralci al tronco perché possiate produrre frutti abbondanti. Non temete ciò che vi può capitare: se siete vivi e vivete di grazia di Dio tutto il mondo è vostro. Succedono nel mondo cose gravi: vi sono molti innocenti che pagano per i peccatori. Succederanno ancora catastrofi e sciagure: saranno richiami all'amore di Dio e all'osservanza della sua legge. Ma se voi continuerete nella vostra vita di preghiera e di bene, sarete i parafulmini che potranno evitare tanto male.

Figlioli, il mio sangue prezioso scenda in questo momento sulle vostre anime come benedizione e vi doni ogni bene. Vi renda veri apostoli del mio amore. Vi aiuti a far capire a tutti che quel Dio che ha creato il mondo per amore e lo ha redento per amore, non vuole che la felicità di tutti.

Ecco, figli, il paradiso è aperto sopra di voi e se queste pareti si potessero spostare voi avreste una visione meravigliosa. Voglia il Padre creare un legame indistruttibile fra le anime vostre, quelle di coloro ai quali, pur essendo lontani, desidero far conoscere il mistero d'amore e di dolore racchiuso nel mio cuore e le anime elette che vegliano su di voi.

Quando qualche divergenza di pensiero o di vedute vorrebbe rompere questi bei legami, pensate che il primo a soffrirne è il cuore di Gesù e quello della vostra Mamma celeste; perciò rinnovate, anche se vi costa, i legami di amicizia e le intese per operare il bene.

Vi benedico ancora. I sacramenti da voi ricevuti con tanta frequenza vi diano forza, mentre io, passando come una spugna misteriosa sulla vostra anima, la renderò oggetto di compiacenza da parte di Dio.

Arrivederci, figli. L'Amore misericordioso sia il Sole che accompagna la vostra vita.

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