Vita per tutti
9 Gennaio 1975
Figli diletti, lo Spirito santo scenda su di voi e sia luce alla vostra mente e fuoco al vostro cuore cosicché possiate, usciti di qui, portare ai fratelli quell'abbondanza di doni celesti che a voi viene data.
Sono Gesù, vostro divin maestro, e voglio che questa scuola sia quella dolce catena che, unendovi a me, vi unisca anche fra di voi come in un unico amplesso. Voglio che dai miei insegnamenti derivi a voi quella santità che è l'unico motivo per cui siete stati chiamati alla vita, l'unico scopo da raggiungere.
E chi non vorrà farmi dono della sua volontà di salvezza perché unita alla mia si identifichi in un'unica aspirazione?
Sì, venite accanto a me, pendete dalle mie labbra come scolaretti umili e intelligenti. Tutto dovete ricevere da chi tutto vi può dare; ma adoperate anche la vostra intelligenza per fare le vostre scelte e perché, usando di essa, liberamente abbiate non solo a fare il bene, ma anche diffonderlo con la stessa umiltà e con la stessa intelligenza.
Un'anima che si dona a me e che docilmente mi segue non può agire sconsideratamente nel fare il bene, perché la prudenza sarà sempre compagna di tale anima. Ben difficilmente mancherà di equilibrio e vorrà imporre forzatamente agli altri i propri pensieri.
L'intelletto, che è dono dello Spirito Santo, aiuta gli umili a trovare il modo per farsi capire e per poter dire a tempo e luogo quelle parole che devono rispecchiare con la carità la luce del Vangelo.
Voi venite qui per riparare le offese che io ricevo nell'Eucaristia e, quando fate questa riparazione, mi ricordate i molti sacrilegi che in tutte le chiese si commettono oggi più che mai, mentre viene meno la fede nella mia reale presenza e, non distinguendo più il bene dal male, molti si accostano al grande sacramento dell'Amore senza dolore dei peccati e senza detestarli.
Io rivedo le turbe che, affamate della mia Parola, mi seguivano e ancora, come allora, mi prende un senso di pietà.
È appunto per questo vostro incontro con me che io voglio ancora dire agli uomini il mio desiderio di essere per tutti la vita.
Come chiedevo agli apostoli che mi dessero tutto quanto possedevano e mi diedero cinque pani e due pesci, così chiedo a voi di mettere a mia disposizione tutto ciò di cui potete farmi dono.
Io adopererò le vostre piccole cose e moltiplicherò le vostre possibilità.
Siete sacerdoti, vi sentite incapaci e peccatori? Non importa; datemi la vostra volontà, la vostra parola, le vostre rinunce, la vostra memoria, i vostri desideri. Io prenderò tutto come fossero dei gioielli, compresi i vostri peccati, e moltiplicherò il bene e darò alle vostre opere un'impronta divina. Se siete miei ministri, devo potermi servire di voi qualunque sia il vostro stato di salute fisica, il grado di elevazione morale e spirituale.
Se siete mamme, padri, siete miei collaboratori, non rendete vana la mia opera. Io mi manifesto ai genitori con la mia provvidenza, dò col sacramento del Matrimonio la grazia di stato per poter compiere quei doveri che la vita in comune e la figliolanza richiedono. Vivete testimoniando la vostra fede, siate disponibili. Forse che a Dio, creatore del cielo e della terra, mancano i mezzi per mantener fede alle sue promesse? Chi vive di fede, chi ama nel Signore gode della presenza di Dio, poiché egli si manifesta. Egli è amore e chi ama vive in lui e di lui.
Se qui tra voi vi sono vedove sole, ad esse va il mio invito pieno di bontà. Voi più che mai siete mie spose, se vivete castamente la vostra vedovanza. Voi dovete riparare le infedeltà di molti e, poiché siete più libere dagli impegni che la famiglia impone, mettetevi a mia disposizione: l'esercizio della carità e le pratiche di pietà compiute con tanto amore, mi portino nel mondo anche a mezzo vostro.
E che dirò ai giovani? Ascoltatemi bene. Dopo la moltiplicazione dei pani, mentre io mi congedavo dalla folla, dissi ai miei discepoli di andare con la barca all'altra sponda. Poi andai sul monte a pregare; ma quando discesi vidi che la barca era ancora in mezzo al lago poiché soffiava vento contrario. Camminai allora sulle acque per andare verso di loro. Quando mi videro pensarono che io fossi un fantasma e si misero a gridare. Io li calmai dicendo: "Coraggio! Sono io! ". E, salito sulla barca, il vento cessò.
Ecco che cosa dico ai giovani: dovete andare all'altra sponda. Dovete andare alla ricerca delle anime. Lo so che le idee contrastanti con le vostre vi faranno timorosi e sarete tentati di arenarvi; ma se saprete guardare la vostra fede, non già come un fantasma ma come una realtà, troverete in essa la forza. Dio sarà dalla vostra parte. Io verrò nella vostra barca, calmerò i venti delle passioni e guiderò con mano sicura la vostra vita.
Figli diletti, siate costanti nella preghiera. I sacerdoti che vengono qui sappiano che un'ora di preghiera riparatrice nelle loro parrocchie sarà come il parafulmine che allontanerà pericoli e sciagure da tutta la parrocchia. Diano a quest'ora un carattere di solennità. Invitino i fedeli col suono delle campane e se le regole proibissero che io sia esposto sull'altare all'adorazione, aprano il tabernacolo, dove io risiedo come fratello e amico per accogliere tutti.
Vi benedico tutti ad uno ad uno chiamandovi per nome. Sottoponetemi i vostri problemi: sarò interessato a risolverli più di quanto lo siate voi.
Arrivederci e sempre più numerosi.
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