Son venuto non per i giusti

 


25 luglio 1974

Figli diletti, sia pace a voi, grazia ed ogni bene. Sono Gesù, il divin Maestro; sono qui a ricevere e a dare. Voi mi date il vostro amore, i vostri cuori ed Io vi dono i miei insegnamenti e le mie grazie. Credetemi: non mi lascio mai vincere in generosità e a chi mi dà uno Io do dieci o cento, a seconda dell'amore con cui mi fate il dono. Siate dunque generosi e non ve ne pentirete. Riceverete da Me una misura pigiata e sovrabbondante.

Sento qualcuno che vorrebbe ribellarsi a queste mie affermazioni: «Ho sempre pregato, sono sempre stato onesto e non sono stato mai esaudito nei miei desideri».

Può anche essere così. Ma che sapete voi dell'anima vostra? Come potete sapere se ciò che chiedete porterà a voi quei benefici spirituali così da ritenerlo veramente necessario?

Come vorrei che foste così sapienti da distinguere i veri valori. Molte grazie che non mi chiedete mai, sono a voi indispensabili; ma voi non conoscendone l'utilità, vi ostinate a chiedere il contrario.

Oggi voglio attirare la vostra attenzione su uno stato particolare dell'anima che è un vero dono del Cielo.

Capita a volte che voi, quasi per una luce improvvisa, vedete come in uno specchio i vostri difetti ed anche se non manifestate ad alcuno il vostro rammarico, ve ne dolete con Dio, gli dite tutta la vostra miseria, vi sentite cattivi come nessun altro e meritevoli di ogni sorta di castighi. Di tutto sentite un dolore così vivo che non osate alzar la testa verso il cielo e vi battete il petto come il pubblicano in fondo al tempio.

Ebbene, questa luce, questo dolore sono doni preziosi di Dio che basterebbero da soli a cancellare tutte le pene a voi riservate nel purgatorio.

È un dono che, rendendovi coscienti della vostra miseria, vi deve indurre ad aumentare la fiducia nella divina misericordia, poiché, se vedendovi miseri doveste dubitare del perdono di Dio, cadreste nel difetto opposto e sareste portati alla disperazione.

Quando, dopo una buona azione o una prolungata preghiera vi rallegrate di voi stessi, quando, esaminandovi forse anche profondamente, vi convincete di essere virtuosi, di aver messo da parte del buon grano per i granai eterni e vi riempite di orgoglio paragonandovi con altre persone che vi pare non sappiano pregare e che vivano egoisticamente, fate attenzione: potreste veder male, la luce potrebbe essere falsa, potreste sbagliarvi.

Ma quando, sinceramente pentiti dei vostri peccati, li detestate ed offrite i miei meriti e il mio Sangue al Padre perché abbia pietà di voi, Io mi rallegro. Man mano che mi nominate un vostro difetto Io vi concedo la forza e l'aiuto per toglierlo.

Se vi coprite con una cappa di metallo, come potete vedere all'esterno ciò che succede? Se mettete degli occhiali scuri, come potete godere dei colori dei fiori?

Sì, vi sono anche in voi, come in ogni anima, delle buone intenzioni, dei buoni desideri che portano ad azioni buone; ma quell'amor proprio che sbuca fuori da ogni dove, non vi pare che rovini tutto?

È vero che la mia bontà infinita sa accettare, benedire ed apprezzare la buona volontà; ma non vi pare che se mi sottoponeste i vostri lati deboli, gli errori che minacciano talvolta di travolgere la barca, potrei intervenire e riparare?

Sappiate, figli, che sono i malati ad aver bisogno del medico, non i sani. Vi ho ben detto che son venuto non per i giusti, ma per i peccatori.

Io godo di esercitare la mia misericordia più che apprezzare i vostri meriti, anche se li riconosco e li ricompenso. Non impeditemi di esercitare quella missione per cui sono venuto sulla terra. Guardatemi appeso ad una croce come un malfattore. Ascoltatemi bene, per chi ho allargato le braccia? Forse solo per il buon ladrone? Come vorrei che tutti gli uomini della terra fossero buoni ladroni pentiti dei loro peccati, per poter dire a tutti: «Oggi stesso sarai con Me in paradiso».

Chi rifiuta o non merita il mio perdono? Colui che non vuole umiliarsi e non vuole riconoscersi peccatore. Se questo umiliarsi è un atto di giustizia che voi rendete a Dio, non lo è di meno quando lo esercitate verso il prossimo.

Purtroppo ognuno è capace di scoprire i difetti degli altri ed è facile vedere le proprie virtù. Come cambierebbero le relazioni familiari e sociali, se ciascuno andasse incontro al proprio simile, studiandosi di veder le virtù del proprio fratello!

Quanta superbia di meno, quanta armonia di più, quanta gioia per il mio Cuore che va in cerca di anime semplici, sincere e buone, desideroso solo di dare a tutti tanta pace!

Così, figli, se volete essere beneficati in modo particolare, chiedete alla mia Mamma ed a Me di farvi conoscere veramente come siete davanti a Dio. Forse avverrà che la mia buona Mamma abbia da rammendare qualche strappo della vostra anima o da pulire, proprio come fate voi coi vostri bambini; e che Io pure, da buon medico, debba risanare qualche ferita.

Nessun abbattimento morale: mai vi dovete deprimere, mai disperare, ma essere contenti di scoprirvi difettosi; e dovete meravigliarvi, dopo le vostre cadute, di non aver combinato qualche cosa di più grosso.

Solo così meriterete le nostre carezze e saremo costretti a prendervi fra le braccia e a confortarvi.

Vi benedico tutti. Sappiate gioire di esser piccoli, inetti, incapaci e mancanti di tutto, perché le mie ricchezze saranno vostre.

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