Portate i pesi gli uni degli altri
18 luglio 1974
Figli diletti, sono qui con voi. Sono Gesù di Misericordia infinita. Voglio farvi dono della mia misericordia, perché a vostra volta possiate farne dono ai fratelli.
Vi ho detto nel Vangelo che il mio peso è soave e leggero; infatti l'amore, con cui ho accettato di portare la croce, mi ha reso leggera la sofferenza. Io portavo però anche il peso di ciascuno di voi. Il peso della croce che ognuno porta è sempre in proporzione inversa all'amore con cui l'accetta. Più grande è l'amore, più la croce si fa leggera.
A mia imitazione voi dovete anche portare i pesi gli uni degli altri. È così che si esercita la misericordia.
Quando venite a Me, non venite mai soli, mi portate anche le tribolazioni della carne, della mente, dell'anima dei vostri cari. Io le accolgo ed alleggerisco voi e gli altri, poiché la mia bontà trasforma tutto ciò che voi mi portate.
Ora vi voglio comunicare un mio desiderio che cercherete di far conoscere un po' dovunque.
Questi incontri devono essere occasione per far tesoro della mia Parola, aiutare i miei figli a capire il dono immenso dell'Eucaristia, aumentare la carità nei vostri cuori, cosicché tutti godiate di trovarvi qui come fratelli uniti in un'unica famiglia, nella vostra casa, dove il Signore va riversando i suoi doni.
La mia misericordiosa bontà vuole accogliere tutti, buoni e cattivi: per la luce che la mia Parola dona, possano gioire del dono della fede e trarre profitto dalla mia opera redentiva.
La Parola di Dio! Se si capisse il suo valore non si lesinerebbero sacrifici per ascoltarla: si avrebbero allora quelle trasformazioni che solo la Parola può operare.
Avete letto di quelle turbe incuranti di riposo e di cibo, che mi seguivano per giornate intere senza stancarsi, affamate solo della Parola di Dio: Io sono Parola di Dio!
In tre modi diversi Io mi manifesto agli uomini: nella Parola che è luce, nell'Eucaristia che è vita e nella Carità che vi fa scorgere il mio Volto in ogni persona che avvicinate.
Se non concepite l'Eucaristia come vita divina che si comunica all'anima, rischiate di non ricavare alcun frutto dalle vostre Comunioni.
Se non ascoltate la Parola con desiderio di trasformare la vostra vita così da renderla testimonianza vivente della mia, rischiate di perdere il vostro tempo.
E se dopo le vostre Comunioni e dopo aver ricevuto i miei insegnamenti rimanete ancora tanto imperfetti e non sapete dare risposta alle esigenze della comunità cristiana ed umana, dubito che mi abbiate capito e sono costretto a dire, come dissi di tanti ebrei, che siete gente di dura cervice. Io vi faccio dono di misericordia, di luce e di vita, ma spetta a voi saper accogliere i miei doni e corrispondervi.
Figli, voi vivete la vostra vita con semplicità e molte volte non capite perché le vostre spalle siano appesantite da croci che ritenete immeritate e che tuttavia i figli o gli amici, o forse i nemici, vi addossano, e, quasi a trovare qualcuno da accusare, dite: «Perché il Signore mi ha dato questa croce?». Ebbene, sappiate che nessuna croce vorrei mettere sulle vostre spalle. È il peccato che mi ha reso l'Uomo dei dolori ed è il peccato che vi fa soffrire, poiché il peccato ha portato il dolore nel mondo. Ebbene, sappiate cogliere l'occasione che vi è data. Se volete che il mondo, il vostro piccolo mondo che vi circonda si converta, fate che le vostre parole, al pari della mia, siano luce.
Quante parole inutili, non costruttive o cattive! Vigilate sul vostro linguaggio. Se anche nelle parole saprete esprimere una fede retta e gioiosa, diffonderete luce, potrete commuovere i cuori.
Parole sante siano le vostre, mamme, sorelle, fratelli. Parole che assomiglino alle mie per sincerità e per dolcezza. Questo il primo mezzo per convertire.
Poi viene il secondo ed è il più importante: vivete di Eucaristia. Quando Io sono con voi, chi sarà contro di voi? Se mi fate agire in voi per mezzo della grazia, chi potrà resistere ai vostri richiami amorosi?
Come può una mamma richiamare sulla via del bene una figlia, un figlio o il marito, se lei stessa vive tanto lontana da Dio, e ne ignora persino la sua santa Legge?
Così vi voglio: siate tutti strumenti di salvezza delle anime.
E per ultimo, ecco: non conosco altro mezzo per penetrare nel cuore degli uomini che la bontà. Non sono certamente le sfuriate che commuovono, non sono le parole grosse dette con tanta animosità e che cadono sopra le anime come certi acquazzoni d'estate che non portano benefici, ma è la carità che commuove i cuori: quella praticata nel vero senso di volere il bene spirituale, morale e poi anche quello materiale.
Sappiate, infine, figli miei carissimi, esercitare la pazienza nel suo vero significato. Saper attendere, poiché l'azione di Dio, se anche si piega alla vostra preghiera, esige sempre il rispetto della libertà dei figli di Dio. Il Signore agisce in modo soave, senza annullare quella libertà che è un dono sacro che ognuno deve rispettare.
Praticate la misericordia di cui vi faccio dono in abbondanza. Abbiate fede, fiducia e costanza. Dio veglia su voi e sui vostri figli.
Vi benedico tutti con amore e grande effluvio di grazie.
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