Avete tutti una chiamata particolare
23 maggio 1974
Figli diletti, sono Gesù, Misericordia infinita. Sono qui a dirvi con sempre maggior forza di guardare il Cielo, a cui dovete tendere e dove arriverete se mi avrete imitato e testimoniato sulla terra.
Non perdete tempo a guardar le cose che vi succedono attorno. Sappiate da tutto trarre profitto per assicurarvi la vita eterna. Non crucciatevi per le piccole o grandi sofferenze che tormentano la vostra vita, poiché è breve il vostro soggiorno in questa terra d'esilio.
Io vissi trentatré anni assieme agli uomini, ma vi ho dato l'esempio del come dovete vivere. Ho conosciuto la povertà, la fatica, il lavoro. Ho provato la calunnia, l'incomprensione. Ho assaggiato le pene interiori di ognuno e sulla croce, assaporata in tutta la sua amarezza, ho sofferto per tutti e per ciascuno.
La Risurrezione ha provato agli uomini la mia divinità e l'Ascensione vi ha mostrato la destinazione. Io salii oltre i cieli, dov'è la dimora di Dio e dei suoi santi, anche se Dio è dovunque e voi non potete sfuggire alla sua presenza.
Ecco che non vi ho lasciati orfani, perché come Dio sono sempre con voi, e come Dio e uomo sono più che mai presente in tutte le chiese del mondo dove si celebra l'Eucaristia e se ne conservano le specie.
Quale sarà il vostro compito? Vivere alla mia presenza, sentirla, amarla ed imitare la mia vita.
Se ho santificato ogni attimo, voi pure lo dovete santificare. Quel lavoro che molti maledicono, voi dovete compierlo con amore. Quella carità fraterna, che voi esercitate, deve suonare di rimprovero per chi ne manca e la vostra serenità di fronte a chi vi offende deve mostrare che voi avete ricevuto una forza non comune per combattere mali non comuni. Ma soprattutto il desiderio ardente di compiere la volontà di Dio deve essere il centro di ogni vostra azione e causa della vostra gioia.
Tutto sia compiuto nella volontà del Padre, come feci Io durante la mia vita terrena. Se mi domandate come potete conoscere la Volontà divina, vi rispondo che è questa: che voi trasformiate in atto d'amore ogni attimo della vostra vita.
«Vivo io, ma non son io che vivo, è Cristo che vive in me», diceva l'apostolo Paolo. Ed Io potevo dire: «Chi vede Me, vede il Padre mio che è nei Cieli». Vedete che è facile passare dalla terra al Cielo. È facile testimoniare la verità, è facile raggiungere la perfezione. Basta amarmi fino a farmi vivere in voi e con voi; poi con Me si arriva alla perfezione che il Padre Celeste desidera.
Si sale come insensibilmente, si compiono nel mondo opere divine, perché sono Io che le compio in voi, ed è così che voi date testimonianza di Me, dovunque.
Quando siete desiderosi di perfezione, aumentate l'amore, immergetevi in Me in modo da formare una cosa sola di noi. L'amore però non ha che un modo per testimoniarsi. Chi ama vuole conformarsi alla persona amata. I miei amici, coloro che rendo partecipi dei miei segreti, amano seguirmi sulla via del Calvario. È proprio lì che possono incontrare la soldataglia, i miei nemici, chi mi odia e chi mi accusa ingiustamente. Se i miei amici mi seguiranno su questa via con tanto amore, compiranno opere e conquiste meravigliose.
Le anime si pagano col mio Sangue e con le vostre sofferenze. Si sale fin sulla cima del Calvario e si trascinano dietro gli altri. C'è chi si rifiuta; ma la vostra forza viene da Dio e, perseverando, la vittoria sarà vostra.
Dal Calvario alla risurrezione ci stanno solo questi due passi: fede e amore. Si sale e si arriva al Cielo e le anime sono il trofeo dei miei amici, guadagnato in vita, perché sia una corona per l'eternità.
Tutto si ottiene con pazienza, buona volontà, grandi e santi desideri. È bello lavorare per il Signore. È bello salire il monte della perfezione. Occorre però un diuturno sforzo, un continuo rialzarsi, un rinnovo del proposito di umiliarsi.
Lo sforzo della religiosa che vuole osservare la regola alla perfezione è una scala che le facilita il cammino.
Lo sforzo della mamma che procura di rendere tutti i familiari contenti, non badando a sacrifici, è la sola scala che la porta in alto.
Lo sforzo del lavoratore che, vincendo ogni rispetto umano, testimonia la sua fede sul posto di lavoro, compiendo il suo dovere con serenità, è il mezzo per salire e perfezionarsi.
Lo sforzo dell'infermiere che dedica le cure ai suoi malati, come vedesse in essi non solo dei fratelli da amare, ma Gesù stesso da curare e da sanare, è la prodigiosa scala che porta verso il Cielo e ne fa intravedere le altezze e la bellezza.
Se si vuol salire oltre le nubi, occorre tener d'occhio la meta, il posto assegnato, la perfezione da raggiungere. Occorre allargare il cuore e le braccia per accogliere con Me l'umanità sofferente e non risparmiarsi mai, amando tutti.
Figli, vi ho dato un'idea di ciò che dovete fare per raggiungermi. Sappiate perseverare nell'attesa e non dimenticate che lassù vi sono molti che vi attendono. Hanno amato e sofferto come voi e, se non hanno raggiunto quel grado di grazia a cui erano chiamati, si sono maggiormente purificati in purgatorio.
Voi avete tutti una chiamata particolare. Non venga meno in voi la gioia di camminare nella via del bene. Nella luce della gloria eterna vedrete la vostra vita e sarà una meraviglia ammirare le grazie che la bontà di Dio ha seminato sul vostro cammino.
Vi benedico tutti, figli miei.
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