Responsabili della salvezza del prossimo

 


28 febbraio 1974

Figli diletti, sia pace a voi e grazie senza numero per questo dono di preghiera riparatrice che mi fate: la vostra bontà e generosità mi consolano.

Mentre vi mostro il mio Cuore e vi dico il mio amore, guardo con infinita compassione le piaghe che ricoprono le anime dei miei fratelli e figli, gli uomini, che Io ho riconquistato alla grazia e che si ostinano a vivere una vita di peccato. Tutti vi chiamate peccatori ed in realtà lo siete per quella capacità che avete di peccare; perché in realtà la vita d'ogni uomo è fatta di bene e di male, di atti buoni e di facili cadute, tanto che nello stesso momento in cui vi ripromettete di essere buoni, ecco che cadete. Sì, siete peccatori, ma siete la mia conquista, siete i miei figli che, appunto perché da Me richiamati alla vita, amo infinitamente.

Vorrei farvi capire che cosa opera il peccato nel mondo. Vi capita a volte di fermarvi stupiti davanti ad uno spettacolo meraviglioso. Quando venite qui e ammirate l'altare della mia Mamma ricoperto di fiori come un giardino, il vostro cuore si riempie di gioia. Ebbene, figli, ogni anima è il mio giardino, la mia vigna, che dalla nascita fino alla morte vado riempiendo di fiori e di frutti e vado coltivando con la premura dell'agricoltore più solerte.

Ebbene, pensate che una bufera tremenda rovesci e distrugga ogni fiore e che tutto venga calpestato senza pietà. Ebbene, figli, il peccato è cosa ben più grave. Pensate ad un padre che, tenendo stretto al cuore il suo bambino, incontri un malfattore che glielo strappi e lo getti sul selciato. Io vi dico che sono Io quel padre e il bambino che il padre tiene stretto a sé è l'uomo che il peccato rabbiosamente strappa e getta lontano da Me.

Figli, il peccato è la rottura dei rapporti della creatura col suo Creatore e Salvatore. Quando in un'anima entra il peccato è come se entrasse la lebbra e un rovinio completo distrugge l'opera di Dio.

Il mondo considera spesso male solo ciò che fa soffrire il corpo. Le stesse mamme che piangono sulla cattiveria dei loro figli li deplorano, a volte, solo per il loro comportamento disumano e per la sofferenza che ne deriva loro; ma questa è solo la facciata di un'opera di distruzione ben peggiore che avviene al loro interno.

Ogni attimo di vita vale un'eternità: se la morte coglie questi figli in un atto di ribellione a Dio e alla sua legge, che avverrà di loro? Ecco perché dovreste aver a cuore e piangere più che il loro atteggiamento esteriore che direttamente vi tocca, la morte della loro vita spirituale, che ne fa rami secchi destinati al fuoco eterno. Purtroppo certa educazione moderna non fa conoscere il male come offesa di Dio: i figli vengono circondati di premure e di attenzioni volte solo a procurare una buona posizione e un avvenire di successo. Così quando le passioni, le compagnie cattive e tutti i pericoli che il demonio mette in atto per trascinare al male fanno la loro opposizione, avviene la catastrofe.

Di Dio se ne parla ormai poco e male; l'attrattiva del male è forte e nessun pensiero che incuta il santo timor di Dio ha quasi più spazio. L'inferno, realtà temibile, non è più menzionato per non impressionare. Se si fa cenno alla bontà di Dio, sembra che sia solo per rendere più «libera» la vita. Così le generazioni moderne affrontano i problemi più gravi dell'esistenza e dell'aldilà con leggerezza e con insensibilità; ignorano il concetto stesso di peccato e ne diventano schiavi.

È allora naturale che non insorga il bisogno della preghiera in uno stato così desolante di cose e l'uomo giunge a sentirsi solo e abbandonato a se stesso.

Come stupirsi che ci si dia alla droga per fuggire l'angoscia o alla ricerca di un momento di euforia o che, dopo aver assaporato ogni piacere ed averne provato l'amaro, si ricorra al suicidio? Già morti spiritualmente e moralmente, molti, presi dalla disperazione, giungono a togliersi la vita del corpo che si ritiene l'ultimo impedimento a trovare la pace.

Figli, è un quadro desolante, di cui non sapete cogliere la reale portata perché la sua comprensione sfugge all'occhio umano.

Vi ho parlato nel corso della mia vita del peccato di scandalo. Ogni peccato commesso non è mai chiuso in se stesso. Il peccato, come il bene, si comunica e si propaga. Ogni peccato ha una risonanza non solo familiare, ma anche sociale e mondiale, come quando nel vostro corpo avete un malanno anche piccolo e tutto il vostro essere ne prova disagio. Tutto il male si propaga con lo scandalo.

Ben dicevo che sarebbe meglio mettersi una macina da mulino al collo e precipitarsi in mare piuttosto che scandalizzare qualcuno. Vi ho detto anche che meglio sarebbe andare alla gloria eterna con un occhio solo, con una mano sola, mutilati nel corpo, piuttosto che nel fuoco eterno con un corpo perfetto.

Questo fuoco, a cui più non si pensa e che non fa più paura, è una realtà di sofferenza indicibile. Non sarà dunque meglio che gli uomini «scendano», per così dire, nell'inferno, mentre sono sulla terra, col pensiero e la meditazione, per trarne buoni propositi, piuttosto che subirlo per tutta l'eternità?

Voi mi obietterete: «Molti godono la vita e peccano e noi veniamo rattristati da questi pensieri lugubri». Figli, l'amore mi costringe a parlarvene, perché vedo i pericoli a cui il peccato vi mette di fronte. Vivete in grazia di Dio e non stancatevi mai di ricordare ai vostri cari queste verità. Ciascuno è incaricato della salvezza del suo prossimo. Il vostro prossimo più vicino e di cui avete una responsabilità diretta sono i vostri familiari. Non pensate che, chiedendovi conto di essi, potreste rispondere come Caino: «Che ne so io di mio fratello?».

Sono Gesù, Dio di giustizia e di misericordia infinita. Vi amo e vi voglio tutti salvi!

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