3 Giugno 1976

Figli diletti, eccomi qui con voi. Sono Gesù, misericordia infinita. Desidero esprimervi un desiderio ed aiutarvi in tutte quelle cose che vi sono particolarmente difficili.

Quando voi avete un'idea ben chiara nella mente, la sapete manifestare. Quando avete una convinzione su un determinato argomento, sapete convincere gli altri.

Questa chiarezza e convinzione d'idee voi le andate acquistando attraverso le istruzioni che vi vengono impartite direttamente dall'alto. Manca però molte volte a voi il coraggio per esprimervi e la timidezza e il timore vi frenano anche quando sarebbe giusto di esporre le proprie idee e far conoscere i principi cristiani. Vi manca il coraggio? Siete molte volte come gli apostoli prima che lo Spirito Santo scendesse sopra di loro. Questo coraggio dovete voi pure invocarlo per non correre il rischio di essere dei pusillanimi.

È vero che quando siete nei vostri ambienti dimostrate la fede, la speranza e la vostra disponibilità, ma tali dovete imparare ad essere sempre, qualunque sia l'ambiente in cui vi trovate.

Dovete avere il coraggio delle vostre azioni, anche se per queste potreste incontrare critiche o derisioni.

Pietro, che davanti ad una servetta divenne spergiuro, trova molte volte dei sosia nei cristiani moderni. Non vi meravigliate di essi. Ancora vi sono sacerdoti che, non solo si vergognano di portare l'abito che li distingue, ma si vergognano anche di essere ministri di Dio. Che dire allora dei figli miei e miei seguaci che protestano di essere atei e di non conoscermi mentre hanno servito Messa fino a pochi anni fa?

Figlioli, io vorrò potervi presentare al Padre come porzione eletta del mio gregge. È per questo che desidero da parte vostra un'attestazione di fede sincera. Non è necessario fare dell'esibizionismo, ma mostrarsi quali si è, col proprio carattere, con la propria personalità, sinceramente e con carità ed umiltà.

Vedete quante qualità dovete coltivare per essere veri miei testimoni? Dovete mostrarvi col vostro carattere, cioè con quel segno sensibile che vi distingue da coloro che non sono cristiani. Dovete non vergognarvi di segnarvi anche in pubblico: dovete manifestare la vostra fede. Il carattere di cristiani dovete distinguerlo da quello che dà a voi un'impronta particolare secondo la natura. Non è di questo che intendo parlare, anche se vi devo dire che per poter fare del bene dovete correggere il vostro carattere così da renderlo malleabile, dolce e umile secondo le necessità del vivere umano.

Vi ho detto anche che dovete portare nel mondo una testimonianza improntata sulla vostra personalità.

È anche questo un lavoro arduo: completare e correggere ciò che è difettoso in voi. Completare aggiungendo a quelle che possono essere virtù o doti naturali quelle date dall'istruzione, dal ragionamento e dalla riflessione è cosa ottima. Ed è proprio con questo quadro, completato dalla grazia, che voi potrete penetrare più facilmente nel cuore degli altri e portarli a me.

In tutto questo lavorio, che serve a darvi coraggio e a superare la paura e la timidezza, non può mancare la carità. Carità anche con se stessi come con gli altri, per poter sopportare i propri e gli altrui limiti e per riprendere sempre con rinnovato fervore quelle azioni che forse diventano sempre più difficili e che costano all'amor proprio essendo accompagnate da mortificazioni continue.

Figlioli, la carità che spingeva i santi ad operare deve spronare pure voi. Le ispirazioni da cui siete accompagnati devono spingervi a superare voi stessi ed a compiere il bene che il Signore vuole da voi.

Sapete perché dopo tanti anni il cristianesimo non ha ancora abbracciato tutta la terra? Perché i veri cristiani furono e sono pochi e dall'esempio di questi pochi non ci fu molto da imparare. I neghittosi, i pigri, gli indolenti e i timidi sono troppi. Gli amanti del quieto vivere sono troppi. Coloro che vivono solo per sé sono troppi.

Mi rivolgo a voi perché mi potete capire. Io guardo i bisogni della terra ed ho bisogno di audaci che, vivendo di fede, sappiano ancora come i martiri affrontare la morte e perdere la vita del corpo pur di non venir meno alla parola data a Dio.

Ho bisogno di anime forti e generose. Volete essere di questo numero? Non vi dico che superbamente abbiate a buttarvi nella mischia, ma vi dico che, ciascuno nel proprio campo di lavoro, al proprio posto, dovete manifestarvi cristiani coerenti e forti: caritatevoli e umili quando si tratta di venire in aiuto a tutti, ma imperterriti quando si tratta di difendere i propri principi.

Io prego per voi il Padre come pregai un giorno per gli apostoli, perché coloro che mi furono amici in vita non abbiano a perdersi mai. E come amici, come figli diletti, vi benedico.

Commenti

Post popolari in questo blog

Crocifissi per amore

Il mistero della Trinità

Desidero che mi conosciate