Vivere amando


10 Maggio 1976

Figli diletti, eccovi qui radunati come per dirmi il vostro amore e attestarmi la vostra fede. Ed io fede ed amore vi voglio dare e voglio rendervi testimoni in mezzo al mondo, come furono testimoni i miei apostoli e i miei discepoli della mia risurrezione.

Io sono con voi, figli, e la mia presenza deve essere uno stimolo per voi ad elevare una preghiera quanto mai fervente, pura per le intenzioni e per l'assenza dalle vostre anime di quelle colpe che non la rendono accetta a Dio.

Io desidero concedervi grazie e favori. Ma voglio essere io stesso in voi a farne richiesta al Padre. La Madre mia, come mediatrice di grazie, interporrà la sua valida intercessione. Ma se volete essere esauditi, dovete anzitutto essere miei amici mediante la grazia.

Vi è nel mondo un gran numero di gente insensata che, mentre si permette di giudicare il comportamento di Dio e pretende di essere immediatamente esaudita, specie nei bisogni materiali, non si cura di mettersi nella condizione adatta per ottenere.

Se il peccato rende nemici di Dio, certamente occorrerà ristabilire rapporti di amicizia prima di imporre a lui la propria volontà e chiedere di realizzare i propri desideri.

L'anima in grazia di Dio mi ospita: io chiedo in lei e per lei.

Ma vi è un'altra caratteristica che non può mancare alla preghiera. È l'umiltà, figlioli miei. È questa una virtù che conquista anche gli uomini, ma che piace soprattutto a me. Gli umili sono coloro che sanno riconoscere i propri limiti e l'incapacità di fare il bene senza l'aiuto di Dio.

Figlioli, io vi ho dato un esempio quanto mai chiaro che deve essere per voi tanto efficace.

Ditemi, non sono io Dio come il Padre? Non vi ho detto: "Chi vede me vede il Padre mio?". Ebbene, l'onnipotenza del Padre era pure mia. Ma come mai io non volli mai operare miracoli senza ricorrere a lui con la preghiera? E come mai dopo ogni azione lo ringraziavo?

Volevo dare a voi un esempio di umiltà e volevo che, chiedendo anche ciò che vi necessita, voi aveste a rimettervi alla volontà di Dio, che tutto vede, che ama tutti e che è per tutti Provvidenza infinita.

Se voi pregherete, chiederete e insisterete con l'amabile insistenza di coloro che hanno fede e amore, ve lo prometto: otterrete tutto ciò che chiederete.

La Madre mia, che con la sua preghiera ottenne il primo miracolo alle nozze di Cana e fu così trasformata l'acqua in vino per quei due sposi che si sarebbero trovati in imbarazzo davanti ai convitati, vi sia maestra e v'insegni l'arte del chiedere e il modo di ottenere.

Avete ciascuno dei problemi piuttosto gravi da risolvere. Ciascuno pensa che il suo sia il più difficile.

Vi sono famiglie disunite che vi fanno soffrire. C'è l'infedeltà di qualche coniuge che sembra irreparabile. Vi sono figli e fratelli che, avendo abbandonato la fede, si sono attaccati agli amici e alle cose umane, facendo di esse degli idoli. C'è chi è turbato da discordie familiari, chi è turbato e perseguitato dal demonio. C'è chi è tormentato dallo scrupolo e chi si rammarica perché non sa pregare, non sa soffrire, non sa essere sereno, non sa perdonare.

Io v'invito a fare di tutti questi difetti un fascio e a buttare ogni cosa nel mio cuore, fornace ardente di carità. Dovete partire di qui con la certezza che non siete soli al mondo. Dovete credere che tutto ciò che vi può capitare, sia esso frutto di cattiveria o di incapacità, che produce una rovina, io, il vostro Dio, posso tutto usare per il vostro vantaggio spirituale.

Io posso e desidero perdonarvi tutto il passato. Basterà che voi, con sentimenti di dolore, abbiate a recarvi alla "fontana di Siloe", cioè al confessionale e, dopo aver lavato le anime vostre nel mio sangue, abbiate a promettere di cominciare a vivere.

Vivere in grazia, vivere di fede, vivere amando non solo me, ma tutti.

Oggi io voglio elargirvi grazie di conversione, poi di santità. Vi toglierò quelle croci che vi sono troppo pesanti, ma voi dovete anche aiutarmi.

Io guardo il mondo disfatto dal peccato, dal vizio, dalle guerre e dai movimenti tellurici. Guardo il mondo e i suoi abitanti: sono come malati che tendono ansiosamente le mani a voi che siete i fedeli.

Ebbene, santificate le vostre croci. Utilizzatele, unitele alla mia.

Soprattutto non ingigantitele. Mettete tanta pace nel vostri cuori perché solo così la croce non diventa un peso anche per gli altri.

Io vi benedico. Date sempre prova di fede. Non giudicate mai né Dio né gli uomini. La misericordia di Dio vi coprirà e sarete salvi.

La grazia e la pace siano nei vostri cuori ora e sempre!

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