Scuotete cuori e coscienze
1 maggio 1973
Figli miei, vi ho chiamati a raccolta in questo cenacolo, perché possiate iniziare il bel mese della mia Mamma con un fervore tutto nuovo e con amore vero, frutto di Spirito Santo.
Sono Gesù, Figlio di Dio, Figlio di Maria e, per la carità che unisce i nostri cuori, tutto ciò che voi fate per Lei torna a mia consolazione. Siamo Mamma e Figlio uniti da un comune interesse: la salvezza di tutti gli uomini.
Quando nel mare in burrasca i naviganti rischiano di affogare perché la nave affonda, si gettano le scialuppe, dove essi si calano per porsi in salvo.
Ecco, figli: mentre nel mare del mondo incombe una tempesta paurosa, qui e là, Io e la mia Mamma, gettiamo le nostre scialuppe per chiamare le anime a salvezza.
Ogni cenacolo è una di esse e qui con la preghiera e ravvivando la fede si propone una vita più santa nella fuga dal peccato e si trova la via sicura.
Quando un tempo i vostri vecchi vedevano addensarsi nel cielo nubi scure, presaghe di tempesta, prendevano ramoscelli d'olivo benedetti il giorno delle Palme e, bruciandoli, mandavano al cielo il fumo odoroso come a scongiurare il pericolo. E in molti paesi il sopraggiungere della tempesta veniva segnalato dal suono delle campane, a cui faceva eco la preghiera dei fedeli piena di fede. Tutto rischiava di andare perduto, il lavoro e la fatica di una stagione; ma ecco che, spesso al suono delle campane, al crepitare dell'olivo e, soprattutto, per quella preghiera piena di forza, tornava il sereno.
Voi sapete a che cosa alludo. È un mare infido, è una tempesta, è un grande male che dovete fronteggiare, superare e vincere. Siate voi, ancora, quell'olivo benedetto! Le vostre parole si diffondano dovunque e siano portatrici di pace. Troppi non vogliono ascoltare. Le campane tacciono sui campanili, per non disturbare i sonni tranquilli dei miei figli che, come Pietro, Giacomo e Giovanni nell'Orto degli Olivi, dormono.
Siate le campane che scuotono le menti, i cuori e le coscienze.
Se un tempo il silenzio poteva essere utile ed ancora può esserlo quando il parlare semina discordia, oggi è necessario farsi sentire. Occorre parlare col cuore, dimostrando soprattutto nei fatti l'amore che vi brucia dentro. Parlare con quella serenità, che è l'opposto della tristezza e dell'odio che caratterizzano coloro il cui cuore è abitato dal peccato.
Siate campane, ma non stonate! La vostra vita rispecchi il vostro pensiero e tutto sia conforme alla legge di Dio, vostra salvezza.
Ecco, figli, voglio dirvi con gioia, che qui avete una Maestra, che su ogni cosa v'istruisce e v'illumina.
Un mese dell'anno è poca cosa: ma se sarete docili agli insegnamenti di mia Madre, Ella vi plasmerà, educherà il vostro cuore e coltiverà in voi quelle virtù di cui è stata uno specchio vivente.
Quando una mamma buona parla con la parola, con le opere e con l'esempio, la sua voce penetra e conquista.
Quando vissi sulla terra, accanto a Lei e al fedelissimo mio padre putativo benché, come Dio, non avessi nulla da imparare, volli, come uomo, attingere alla loro meravigliosa fonte. Mi studiavo di imitare la Madre mia nel comportamento e in quella gentilezza che conquistava le anime. E da Giuseppe imparavo quella severità, quell'amore al lavoro, che faceva di noi degli operai perfetti.
Vi affido alla loro scuola. Quel Dio, che è il vero e solo buono, vi ha messo sulla strada questi due impareggiabili modelli che, mentre si mostrano a voi, vi danno anche l'aiuto necessario.
La Madre mia pensa sempre a tutti, ma è bene che le raccomandiate coloro che vi stanno a cuore. Non dite nelle invocazioni che le rivolgete: Regina degli angeli? E chi sono questi angeli per voi, se non i bambini che volete e dovete affidarle, perché li difenda dai pericoli? Non dite: Regina dei patriarchi, prega per noi? E non intendete con questa invocazione raccomandarle tutti coloro che, carichi di anni, sono alle soglie dell'eternità?
Voi dite ancora: Regina dei profeti, prega per noi. Ed Io vorrei che con questa preghiera chiedeste aiuto per tutte quelle anime a cui sono stati fatti doni particolari, perché essi tornino veramente a favore di tutta la Chiesa.
Così pure, quando pregate per gli apostoli ed i vergini, vorrei che le raccomandaste tutte le anime consacrate.
Cosa chiederete per i martiri? Credete voi che il martirio sia un fatto sorpassato? Ma no, esiste ed è tuttora in atto là dove si nega la libertà dove si combatte il bene e dove si semina il male.
È ancora in atto il martirio del cuore di tante mamme che piangono. Ebbene, Lei, la Regina del cielo e della terra, la Regina dei dolori, è la sola che può aiutare tutti.
Ogni anima è per Lei una ricchezza e deve essere quindi una conquista. È per questo scopo che l'affido al vostro cuore.
Amatela, dunque, onoratela e servitela. Amatela, perché Ella è la prima ad amare voi. Onoratela, perché ciò mi fa piacere. Servitela, facendola conoscere da quante più persone potete.
Vi benedico, figli. Per i vostri cari, non preoccupatevi più di quello che vuole la mia misericordia. Parlo dei vostri defunti, che giornalmente libero per le vostre preghiere. I vostri cari, viventi nel corpo e non nell'anima, consacrateli giornalmente a Lei, Rifugio dei peccatori e Madre della divina grazia, dicendole, con grande umiltà di cuore, che vi fidate di Lei.

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