La superbia è la rovina del mondo
3 maggio 1973
Figli miei, sia pace a voi! Sono Gesù, vostro Maestro e vita delle anime vostre.
Ecco, vi guardo e vi illumino. Il dolore delle colpe vi purifica, anche se sarà necessario fare uso del sacramento della mia misericordia, come per avere una conferma dalla voce del mio ministro, che Io vi ho perdonati. Com'è bello vedervi qui riuniti, come uccelli di un solo nido, come pulcini di un'unica chioccia!
Io guardo la Mamma celeste e guardo voi e mi rallegro. Fate in modo che questa bella unione non venga mai meno. Amatevi qui ed amatevi fuori di qui. Se qualcuno necessita di aiuto, siate felici di darglielo e sia scambievole l'aiuto spirituale, per mezzo della preghiera.
Tutto deve convergere ad unire i cuori ed a consolidare quella carità, che è base, centro e fine del cristianesimo.
Consideratevi come buoni fratelli e sorelle, insieme a questo mio strumento che vi deve aiutare a salire, fornendovi insegnamenti che non vengono da lei ma dalla fonte prima di ogni conoscenza.
Ora ascoltatemi. Avete sentito nel Vangelo raccontare di Zaccheo che, essendo piccolo di statura e non riuscendo perciò a vedermi, era salito su un albero, un sicomoro, dal quale mi poteva scorgere. Io passai accanto a quell'albero e lo invitai a scendere, perché volevo entrare in casa sua e parlare con lui.
Figli, vi è un altro albero, l'albero della vita, mia Madre, che ha prodotto il frutto che voi ben conoscete: il Figlio di Dio fatto uomo. Anche voi, come Zaccheo, se vi ritenete piccoli, ed è molto importante esserlo, potete salire su quest'albero prodigioso e benefico, ed avere da Lei, dalla Madre mia, aiuto e grazia. Vi occorre quella virtù, di cui Ella vi ha dato un fulgidissimo esempio: l'umiltà.
Perdonate se insisto. Il peccato che ha rovinato per sempre gli angeli, è stato la superbia; quello che ha rovinato i vostri progenitori è stato la superbia; ed è ancora questo peccato capitale che rovina il mondo, dando al demonio tanta audacia e tanta forza.
Fatevi piccoli, sempre più piccoli, figli, e le braccia della mia Mamma si allargheranno come rami accoglienti, per ricevervi e farvi partecipi del frutto della vita, della vita del suo Figlio primogenito.
Vedete il mondo come si comporta: vuole trionfare, non nel bene, però. La superbia riempie e guida i pensieri della maggior parte degli uomini come un pallone che, gonfiandosi, si leva in alto. Questi poveretti s'illudono di essere l'intelligenza personificata e di poter perciò imporre agli altri le proprie teorie.
Stolti! Quando il pallone scoppierà, si accorgeranno della vanità dei loro pensieri. Forse troppo tardi! Nel frattempo, avranno seminato errori ed eresie. Avevano forse pensato di essere come dei, e si accorgeranno di esser poco più che nulla. Altri hanno pensato e pensano di fare cose grandi e di far agire dietro i loro comandi tutti gli altri, che guardano dall'alto in basso e reputano un nulla da schiacciare.
Meschine queste anime! Il considerare nulla gli altri li rende riprovevoli davanti a Dio e le loro opere sono viste come fango da lui, che vuol essere l'Alfa e l'Omega e che deve essere il cuore delle opere, il loro motore.
Così i superbi nei pensieri, nelle intenzioni e nelle opere, si trovano a mani vuote davanti al tribunale di Dio e non hanno nella vita il sostegno delle braccia della Mamma, che accoglie soltanto i piccoli.
Vi dico, perciò, con insistente affetto e richiamo: il mese di Maria sia per voi un invito ad imitare Zaccheo, cosicché i superbi che vi vivono accanto abbiano ad accorgersi di esser tali e a vergognarsene. Le opere di Dio nascono dall'albero della vita.
Gesù, vostro fratello e Padre vostro, le protegge e la Madre mia le alimenta e le rinvigorisce.
Dovete sostenere la Chiesa in questi momenti tanto difficili. I ministri di Dio che, amando mia Mamma, fanno di Me e dell'Eucaristia il programma della loro vita, avranno da Me grazie abbondanti ed aiuto. L'efficacia della parola sarà coadiuvata da una fede adamantina, che darà ad essi coraggio e forza.
Qui nel cenacolo della mia misericordia, desidero che vengano numerosi sacerdoti.
Rinnoveranno i loro voti e si consacreranno totalmente a Maria, rendendola Signora della loro vita. Qui attingeranno quelle virtù che fanno di sacerdoti deboli ed inetti degli autentici santi; quelli di cui, in questo momento, ha bisogno la Chiesa e l'umanità tutta.
Venni al mondo per mezzo di Maria e sarà Maria, qui nel mio cenacolo, che restituirà al mio cuore misericordioso quei prediletti sui quali è appoggiata la speranza di molti.
Figli, vi benedico e vi aiuto. Vi riempio di fede, di pace e d'amore.

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