La mia ascensione ravvivi la speranza del cielo
31 maggio 1973
Figli diletti, eccovi qui raccolti, nel ricordo di quel grande avvenimento che deve darvi gioia e ravvivare la speranza di raggiungere, nella gloria del Cielo, quella famiglia di Dio che vi ha preceduti e il posto che vi è stato assegnato.
Per il cristiano ogni giorno che passa è un salire verso l'alto.
Ogni attimo di vita ha una ripercussione nell'eternità. Questi sono i pensieri che la mia ascensione al Cielo vi deve suggerire. La vita passa presto e, che la sofferenza l'attanagli, o che il benessere la faccia scorrere tranquilla, non vi è modo di attaccarsi poiché viene un'ora, quella fissata dal Padre da tutta l'eternità, che segna la fine. È come se si spezzasse il filo che vi tiene legati alla terra e comincia la vera, la nuova vita. Figli, vivere con la speranza del Cielo è vivere serenamente.
Che vale possedere tutti i beni della terra quando con la morte si devono lasciare? Che importa che si abbiano a perdere tutti i beni della terra, quando sapete che il vostro guadagno sarà di cose che valgono infinitamente di più?
Pensare al Cielo comporta però un distacco continuo. Quando mi separai dalla mia santa Mamma e da quei discepoli che avevo amato nonostante i loro difetti, ne soffrì il loro cuore, perché non avevano capito le parole che avevo loro dette per prepararli.
Ma lo Spirito Santo, illuminando le loro menti, fece poi comprendere ogni cosa.
Anche voi, figli, ricevete da più anni un insegnamento divino. Tuttavia molti non sono in grado di comprendere che l'essere miei seguaci significa abbracciare la croce, amarla e, nel distacco da se stessi e dal mondo, prepararsi a raggiungermi.
Vorrei che in un atto di amore più intenso e in un continuo esercizio di fede vi esercitaste nella virtù così da perfezionarvi sempre più.
Vi ho parlato di coloro che vi attendono, perché già sono saliti nella gloria. L'ascensione delle anime, che salgono dal luogo di purificazione al Paradiso, è l'avvenimento più importante nel quale è impegnata l'anima e il suo angelo custode.
Io salii al Cielo, fui coronato di gloria dal Padre e il mio corpo, glorificato, ebbe riparazione di tutto ciò che la cattiveria umana gli aveva inflitto.
Anche il vostro corpo sarà glorificato, alla fine dei tempi. E nella misura in cui esso sarà stato strumento di bene per l'anima, avrà la sua gloria.
Figli, nessuno di coloro che, per grazia di Dio e col concorso della propria volontà, si è salvato, desidererebbe tornare sulla terra. Tuttavia essi conservano il ricordo, il desiderio e la possibilità di aiutare voi che vivete quaggiù.
Qualcuno potrebbe pensare che, essendo queste anime nella beatitudine, dimenticano coloro che sono pellegrini sulla terra e che furono loro amici o consanguinei.
No, figli! L'amore che lega i beati a Dio e fra di loro è lo stesso che li unisce a quelli che vivono ancora una vita terrena.
I beati vedono in Dio ogni cosa che avviene nel mondo e, per quella luce che possiedono, percepiscono nel tempo ciò che è buono per ognuno. Quel mirabile congegno, messo in opera dalla Santissima Trinità per la salvezza e santificazione delle anime, è per loro una realtà svelata per cui lodano in anticipo Dio per le anime che, in tutti i secoli, avranno raggiunto la salvezza eterna.
I beati pregano per voi e sollecitano dal Padre e dalla Regina del Cielo tutto ciò che voi andate chiedendo in ordine alla salvezza.
Fate continuamente ricorso a loro come a chi, essendo arrivato in cima alla montagna, è in grado di indicarvi la salvezza e la strada da seguire.
Se anche soffrite di questo esilio, non abbiate mai a disperarvi, poiché Dio è il vostro sostegno invincibile.
Quando fui scomparso allo sguardo dei discepoli, tornarono alla loro mente le parole che avevo detto loro: "È necessario che Io vada al Padre; di là vi manderò il Consolatore che vi chiarirà ogni cosa".
La festa della mia ascensione al Cielo mi fa rinnovare la promessa: "Vi manderò il Consolatore".
Gli apostoli con Maria si ritirarono nel cenacolo per nove giorni in preghiera, finché scese su di loro lo Spirito Santo sotto forma di fuoco.
Volete essere consolati nelle vostre pene? Volete essere illuminati sul vostro modo d'agire? Imitate gli apostoli, imitate Maria. Il ricorso alla preghiera in ogni vostra necessità vi farà trovare quella forza e quelle soluzioni che sembravano impossibili e tutto vi sarà chiaro.
Dalla preparazione alla Pentecoste dipenderà quell'abbondante fuoco che, risanando e purificando le anime e le famiglie, darà alla società la luce necessaria.
Vi benedico e vi addito il Cielo.
Se è necessario che rimaniate ancora in questo mondo, come lo fu per la mia Mamma, per essere di aiuto alla Chiesa nascente, sia anche per voi così. Fate ogni azione con amore, con distacco, guardando il fine.
Vi benedico tutti e prometto, per mezzo della preghiera, grazie speciali.

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